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processo d'appello

Pta di Giarre, la sentenza
Calaciura e Fidelbo assolti

, Cronaca

Al centro l'affidamento senza gara del sistema di informatizzazione.

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CATANIA - La seconda sezione penale della Corte d'appello di Catania ha assolto Melchiorre Fidelbo, marito della ministra per i rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro e l'ex direttore generale dell'Asp di Catania, Giuseppe Calaciura dall'accusa di abuso d'ufficio nel processo sull' appalto per l'informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre, assegnato alla Solsamb, società guidata da Fidelbo. In primo grado, il 10 giugno del 2016, erano stati condannati a nove mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, e assolti "per non avere commesso il fatto" dall'accusa di truffa. Melchiorre, difeso dall'avvocato Piero Granata, è stato assolto "perché il fatto non sussiste" e Fidelbo, assistito dal penalista Carmelo Galati, perché "il fatto non sussiste".

L'INCHIESTA. L'affidamento senza gara del sistema di informatizzazione è al centro dello scandalo che nel 2012, a meno di due anni dall'inaugurazione in pompa magna, si abbatte sul Presidio territoriale di assistenza di Giarre. A beneficiarne è la Solsamb srl, azienda amministrata da Melchiorre Fidelbo, marito della senatrice del Pd Anna Finocchiaro. L'appalto, del valore complessivo di 350mila euro, sarebbe stato affidato in violazione delle norme. Il sostituto procuratore di Catania Alessandro La Rosa chiede e ottiene il rinvio a giudizio, con le accuse di abuso d'ufficio e truffa aggravata, di Melchiorre Fidelbo, dell'ex direttore amministrativo dell'Asp di Catania, Giovanni Puglisi, e degli ex direttori generali della stessa azienda, Giuseppe Calaciura e Antonio Scavone.

Al termine del processo in primo grado i giudici della terza sezione penale del tribunale di Catania assolvono per non aver commesso il fatto Giovanni Puglisi e Antonio Scavone. Condannati, invece, solo per abuso d'ufficio, a 9 mesi, con sospensione della pena, Melchiorre Fidelbo e Giuseppe Calaciura. Per tutti il pubblico ministero aveva chiesto l'assoluzione dal reato di truffa ma la condanna ad un anno per abuso d'ufficio.

Nel processo d'appello la sostituta pg Iole Boscarino ha chiesto la conferma della condanna a 9 mesi ma la concessione del beneficio della non menzione nel casellario giudiziale.


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