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amministrative 2018

Randazzo si prepara al voto
Sfida tra cinque candidati

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Tante le forze in campo. A rinunciare a tentare il bis il sindaco Michele Mangione.

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RANDAZZO – Maria Cristina Fioretto, Antonino Grillo, Francesco Lanza, Nunzio
Barbaro Mollica, Francesco Sgroi. Sono loro gli aspiranti sindaci del Comune di Randazzo. A rimanere fuori dalla corsa è invece l’attuale primo cittadino, il democratico Michele Mangione, che a metà febbraio ha ufficializzato la propria volontà a non ripresentarsi. Una scelta, dice, che “non è una resa” e che, tiene a precisare, non è frutto né di pressioni esterne né di presunti accordi che all’origine della sua prima candidatura avrebbero voluto nella tornata successiva un passaggio di testimone a Grillo, candidato da lui sostenuto in vista del 10 giugno. Una decisione dunque personale “che ho fatto precedere da un’attenta riflessione” fatta di vita privata e considerazioni sulla difficile situazione vissuta dall’Ente con un debito di quasi otto milioni di euro, il necessario ricorso a un piano di riequilibrio finanziario pluriennale e “un confronto politico in Consiglio comunale in alcuni casi dire aspro è poco. Qualcuno – continua – ha giocato a uccidere politicamente la mia persona e la mia amministrazione a tutti i costi, anche facendo del male al paese. E non è questo il mio modo di intendere la politica”. 

E se è ancora prematuro dire se un domani Mangione scenderà di nuovo in campo, ad oggi l’invito che rivolge a chi lo succederà è di continuare “a percorrere questo iter di risanamento economico che abbiamo cominciato con grande sacrificio”, auspicando un clima politico più sereno in cui “ognuno eserciti oltre che la convinzione delle proprie idee anche, nei frangenti più difficili, il buonsenso”. 

Maria Cristina Fioretto, avvocato quarantasettenne, è l’unica donna a correre per la carica di sindaco, cercando quindi di replicare l’esperienza della sola altra donna che nel ‘94 è riuscita ad indossare la fascia tricolore del Comune di Randazzo, Angela Vecchio, anche lei avvocato. Una breve esperienza politica quella della Fioretto che dal 2001, in sostituzione di un dimissionario, ha ricoperto per un anno e mezzo la carica di consigliere comunale e che a distanza di anni, molti dei quali spesi a lavorare nella capitale senza mai però recidere le sue radici randazzesi, ha deciso di scendere nuovamente in campo “perché – spiega – sono stata sollecitata da alcuni amici che mi hanno chiesto di mettere a disposizione le mie competenze”. “La voglia di fare qualcosa, di migliorare la città, di dare un po’ di smalto, di freschezza, cercare di riportare in auge quelle che sono le bellezze della città mi ha spinto a pensare – continua – che forse ogni tanto bisogna rimboccarsi le maniche e dire facciamo qualcosa personalmente, perché è facile criticare gli altri e dire non hanno fatto o non hanno saputo fare”. A sostenerla una lista civica di posizione moderata nella quale però convergono diverse forze politiche e la cui maggior parte dei componenti è rappresentata da professionisti di diversi settori alla loro prima candidatura. Tra le priorità in agenda il riesame del piano di riequilibrio, la verifica dei “crediti da riscuotere così da dare un po’ di respiro alle casse comunali” e occhi puntati sui finanziamenti europei attraverso un’oculata attività di progettazione, tenendo però sempre presenti tutte le necessità della comunità perché, nelle parole della Fioretto, “tutte all’interno del comune sono priorità”.

In corsa anche Antonino Grillo, presidente del Consiglio dal 2013 fino al recente scioglimento dello stesso a causa della mancata approvazione del consuntivo 2015 e del previsionale 2016. Consulente fiscale, 47 anni, alle spalle la carica di consigliere ricoperta senza interruzione dal ’98. Espressione del centro sinistra, a supportarlo sarà la lista civica “Vivere Randazzo” al cui interno, oltre a candidati alla loro prima esperienza, figurano anche volti noti dell’attuale amministrazione tra cui alcuni ex consiglieri e gli assessori Gianluca Anzalone, Vincenzo Ceraulo e Gianluca Lanza, quest’ultimo anche vicesindaco. Obiettivo comune “Vivere di Randazzo”, come recita lo slogan scelto perché, spiega lo stesso Grillo, “ho sempre pensato e visto una grande potenzialità del nostro paese, molto ricco di un territorio vastissimo e di ricchezze storico artistiche e tutto questo può offrire sviluppo lavoro e quindi dare opportunità se valorizzato. Dunque ‘Vivere di’ significa vivere di tutto quello che il nostro territorio oggi offre”. Primario per lui sarà rivedere il piano di riequilibrio, ma, nelle parole di Grillo, sebbene “i problemi di Randazzo non sono risolti”, grazie all’opera esercitata in questi mesi dal commissario straordinario “il nuovo sindaco non avrà più il problema del passato”, potendo dunque volgere lo sguardo a un futuro dove sarà possibile una programmazione, accedere ai finanziamenti, cercando di risolvere i problemi cronici della città.  

Ritorna in campo dopo ventiquattro anni Francesco Lanza, sindaco di Randazzo dal ’93 al ’94, prima ancora consigliere e assessore nelle due precedenti legislature, zio del vicesindaco uscente. Oggi, sessantanovenne, pensionato, la scelta di rimettersi in gioco per l’ultima volta di fronte a un paese che lui definisce “in agonia”. Alla base la decisione, se le urne gli daranno ragione, di non percepire lo stipendio da sindaco, perché, spiega, “voglio dare un segnale al paese, voglio dire ai miei concittadini che si può fare qualcosa per la nostra città anche senza avere nessun vantaggio, anche senza guadagnarci niente”. Le somme così accumulate, continua, “saranno messe in un apposito capitolo di bilancio a disposizione della consulta giovanile, che si dovrà formare, per dare ai giovani la possibilità di decidere la destinazione”. Nella sua esperienza una militanza pluridecennale nel partito socialista e ora, per le imminenti amministrative, al suo fianco avrà una lista civica che, tra consiglieri uscenti e volti nuovi di giovani e professionisti, raccoglierà persone di diverso orientamento e che troverà un forte sostegno da parte del gruppo locale di Forza Italia. “La priorità più assoluta – nelle parole di Lanza – è quella di cercare di dare un po’ di normalità a questo Comune, cercare di rimettere in funzione almeno i servizi essenziali, incominciare a fare ritornare nuovamente la nostra città una città pulita ed accogliente come era in passato”. E nella sua agenda non manca l’accento sulla necessità di una progettazione seria volta al reperimento di finanziamenti e sull’esigenza del recupero crediti. 

È invece Nunzio Barbaro Mollica il primo candidato del Movimento 5 Stelle a Randazzo. Sessant’anni, nella vita dirigente medico dell’Asp 3, è del tutto nuovo all’agone politico, ma ha accettato di scendere in campo “da persona che fa parte della sua società e quindi vorrebbe in qualche misura migliorare le condizioni di chi ci sta attorno”. La sua sarà una lista pentastellata, una compagine variegata per età e professionalità in cui figureranno solo volti nuovi. E se la carica di sindaco dovesse andare a lui, “io sono dell’avviso che – dice Mollica, pensando alla difficile situazione debitoria del Comune – si dovrà procedere comunque a un risparmio, soprattutto a un risparmio sulle bollette che devono essere pagate. Per cui – prosegue – se ci sarà da intervenire sul risparmio energetico, lo faremo sicuramente”. In programma, infatti, “entro il primo anno, di operare un risparmio energetico del 20%”, tagliando dove si renderà necessario e rifunzionalizzando l’apparato burocratico così da avere un migliore esercizio economico. 

Ci ritenta quest’anno Francesco Sgroi, arrivato secondo nella scorsa tornata elettorale alle spalle di Mangione. Un’esperienza politica la sua che lo ha visto ricoprire ininterrottamente la carica di consigliere dal ’98 al 2013 nonché, per un quinquennio, anche quella di presidente del Consiglio. Di estrazione autonomista, la lista civica che lo sosterrà vedrà una coalizione ampia in cui, come lo stesso Sgroi spiega, figurerà non solo la maggior parte dei suoi vecchi sostenitori ma anche esponenti di “Popolari e autonomisti”, “Sicilia diventerà bellissima” e persone che si riconoscono nel centro destra. Una squadra composta da veterani politici, due consiglieri uscenti e molti professionisti alla loro prima esperienza. Due le motivazioni alla base del suo ritorno, primo “perché noi siamo convinti che il nostro progetto politico è quello che riporterà la normalità e la serenità a questo comune”, secondo perché “devo riprendermi la rivincita”. E a fronte di tre milioni e ottocentomila euro di debiti fuori bilancio e quattro potenziali, la priorità in caso di vittoria sarà, insieme a una rimodulazione del piano di riequilibrio, trovare le somme per ripianare i debiti certi. Ma per questo, dice Sgroi, “noi abbiamo una ricetta”, ossia il reperimento di risorse attraverso la vendita di relitti di patrimonio. Somme che nel complesso consentiranno anche di investire in strutture strategiche quali la costruzione di un’elisuperficie illuminata, puntando dunque lo sguardo sul miglioramento dell’offerta sanitaria locale attraverso anche il potenziamento ambulatoriale. Non ultima l’incentivazione della olivicoltura, mirando “nel medio termine a diventare produttori dell’olio dop dell’Etna”, e il rafforzamento dell’offerta turistica valorizzando le bellezze locali e avvicinando l’Etna e Randazzo.

 


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