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la sentenza

Traffico di droga nell'area ionica
Condanne pesanti del Gup

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Sono 16 anni gli anni inflitti ad Alessandro Liotta.

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CATANIA. E' pesantissima la mano del gup di Catania Anna Maria Cristaldi per Alessandro Liotta, ritenuto il capo dell'organizzazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti nel comprensorio ionico. La giudice lo ha infatti condannato in primo grado alla pena di 16 anni. Per lui il pubblico ministero Fabrizio Aliotta aveva chiesto 13 anni ed 8 mesi. Pesante la pena anche per Fabio Alfio Pagano, condannato a 14 anni. Tre in meno quelli chiesti dalla pubblica accusa. Per Tiziano Russo, il pusher trovato in possesso di ben 20 chili di marijuana, la condanna inflitta è pari a 9 anni e 4 mesi. Pena a 7 anni e 2 mesi ed a 4 anni e 4 mesi, rispettivamente per Salvo Calì e Salvatore Platania. Condannato, infine, a 2 anni Alfio Bonarrigo. Assolti da ogni accusa Leonardo Cardillo e Giuseppe Biondi. Questa la sentenza pronunciata pochi minuti fa dal gup per gli otto imputati del processo scaturito dall'operazione antidroga denominata Bingo.

L'INCHIESTA. E' il febbraio dello scorso anno quando i carabinieri della Compagnia di Giarre eseguono un'ordinanza di custodia cautelare per associazione dedita al traffico di stupefacenti. Tra gli indagati raggiunti da misura c'è Alessandro Liotta, ritenuto dagli inquirenti al vertice dell'organizzazione suddivisa in due sottogruppi. Grossi quantitativi di stupefacente, soprattutto marijuana, sarebbero stati acquistati con frequenza settimanale tra i comuni di Aci Catena, Paternò e Catania. La sostanza, custodita in diversi depositi, veniva poi spacciata principalmente lungo la via Liguria a Giarre, divenuta un maxi mercato della droga a cielo aperto. Un'incessante compravendita documentata dalle microcamere installate nell'area dai militari dell'Arma. Nel marzo del 2014 gli investigatori individuano uno dei depositi usati per custodire la marijuana, ben 20 i chili sequestrati in un garage di via Settembrini a Giarre. A finire in manette Tiziano Russo, appena 21enne. Quattro mesi dopo un secondo covo viene scovato dai carabinieri. Si trova in via Carolina a Giarre, in pieno centro storico. A condurre i militari nel nascondiglio è uno degli indagati, Salvatore Platania. Nell'abitazione in uso all'uomo vengono trovati 100 grammi di cocaina.

Per l'accusa l'associazione si sarebbe avvalsa anche di pusher minorenni, spingendoli anche alla commissione di rapine per ripianare i debiti. A confermare le accuse anche le dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia: Alessio Baglione, Giuseppe Liotta e Sebastiano Alberto Spampinato.

LE REAZIONI. Non nasconde l'amarezza per la condanna inflitta ad Alessandro Liotta, il legale Enzo Iofrida, codifensore dell'imputato insieme a Salvatore Pappalardo. “Ritengo che la sentenza sia ingiusta – commenta l'avvocato – ma la rispetto e attendo le motivazioni. In ogni caso, anche qualora fossero colpevoli, e non lo sono, credo che appaia oggettivamente sproporzionata. Sembra inflitta in dibattimento nei confronti di narcotrafficanti internazionali”. Ed è naturalmente soddisfatto a metà l'avvocato Claudio Grassi, difensore di fiducia di Tiziano Russo e Giuseppe Biondi. “Per quanto riguarda Tiziano Russo – dichiara il legale Claudio Grassi - resto convinto che non vi sia l'associazione e quindi attenderemo le motivazioni della sentenza per proporre appello. Per Biondi, invece, sono soddisfatto perché il giudice ci ha dato ragione su tutta la linea, già indicata dal tribunale del Riesame, che aveva disposto l'annullamento dell'ordinanza per la mancanza dei gravi indizi di colpevolezza”.

Si dice convinto dell'innocenza del proprio assistito anche l'avvocato Salvo Epaminonda, difensore di fiducia di Salvo Calì. “Attendo di leggere le motivazioni della sentenza – spiega il legale Salvo Epaminonda - prima di fare qualsiasi valutazione, partendo dal presupposto che sono estremamente convinto dell'innocenza del Calì e che lo ritengo estraneo a tutte le contestazioni mosse”. Ed è soddisfatto dell'assoluzione di Salvatore Platania dall'accusa di associazione l'avvocato Salvo Leotta, pronto però a presentare appello per la condanna. “La sentenza dal nostro punto di vista – spiega il legale – ha fatto proprio l'orientamento del tribunale della Libertà, confermando l'insussistenza dell'associazione. Per quanto riguarda le ipotesi di spaccio contestate, aspetteremo le motivazioni per proporre appello”.

Doppio stato d'animo anche per Ernesto Pino, legale di Alfio Bonarrigo e Leonardo Cardillo. “Per Bonarrigo esprimo ampia soddisfazione – commenta il difensore di fiducia Ernesto Pino - per l'assoluzione dal reato associativo. Attendiamo però di leggere la motivazione per capire sia la condanna sia, soprattutto, l'entità della pena. Sono naturalmente soddisfatto per l'assoluzione di Leonardo Cardillo. L'interpretazione a suo tempo data dal tribunale del Riesame è stata confermata, così dimostrando oltre ogni dubbio la non responsabilità del mio assistito”. Ed è piena, invece, la soddisfazione dell'avvocato Massimo Monastra per l'assoluzione da ogni accusa di Leonardo Cardillo. “Siamo contenti – commenta l'avvocato Massimo Monastra – perché il giudice ha confermato le valutazioni del tribunale del Riesame e cioè l'assoluta estraneità del Cardillo dai contesti criminali indicati dal pubblico ministero”.

Nessuna dichiarazione al momento per Gabriella Gennaro, avvocato di Fabio Alfio Pagano.  


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