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Nuova grana per il Comune
Turbativa d'asta, dirigente imputato

Catania, catania inchiesta turbativa d'asta, Cronaca

Le accuse e la replica della difesa.

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CATANIA - Grane giudiziarie per un funzionario del Comune di Catania. Questa volta è Paolo Italia, dirigente di Palazzo degli Elefanti, che dovrà affrontare insieme a Alfia Pina Aurora Patrizia Sciuto un processo per il reato di turbativa d’asta. Al centro dell’inchiesta l’aggiudicazione di una gara a novembre del 2016 per “la fornitura e l’installazione di giochi per l’esterno, attrezzature e pavimentazione antitrauma”. Il Gip Giancarlo Cascino ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Catania formulata al termine di un’indagine partita dopo l’esposto presentato dall’amministratore unico della “Green srl”. Società che è stata esclusa - secondo quanto si legge negli atti della magistratura - “nonostante la corretta documentazione prodotta”. La "Green Srl", assistita dall'avvocato Alessandra Santoro, si è costituita parte civile nel processo.

Ma andiamo alle accuse. Per la Procura Paolo Italia in qualità (all’epoca dei fatti contestati) “di Direttore della Direzione Pubblica Istruzione, Sport, Pari Opportunità del Comune di Catania e Presidente delle commissione di gara - si legge nel decreto di rinvio a giudizio - e Aurora Sciuto in qualità di responsabile Unico del Procedimento e membro della commissione di gara avrebbero con mezzi fraudolenti turbato la gara” aggiudicata alla ditta Vastarredo Srl. I mezzi fraudolenti, citati dall’accusa, sarebbero stati quelli di riportare in alcuni allegati del bando schede tecniche dal “contenuto esattamente identico - scrive la magistratura - da quanto riportato nelle schede tecniche di prodotti commercializzati da una ditta del gruppo Vastarredo Industrie Srl”. Inoltre gli imputati avrebbero ostacolato “la partecipazione alla gara delle ditte partecipanti, richiedendo, pena l’esclusione dalla gara, attestazioni di conformità certificate da laboratori Sinal, ente di accreditamento non più esistente dal 2009”. “Il tutto - scrive ancora l’accusa - al fine di individuare fin dal principio l’impresa aggiudicataria della gara”.

La difesa. “Siamo sereni perché Anac ha valutato l’intera procedura e ha archiviato gli esposti della persona offesa. La gara e l’intera procedura sono state effettuate con l’assistenza di consulenti tecnici e legali del Comune che hanno supportato con i loro pareri tutte le decisioni dei miei assistiti.- commenta l’avvocato Salvatore Liotta, difensore di Paolo Italia e Aurora Sciuto - Siamo certi che nel corso del dibattimento riusciremo a smentire ogni accusa contestata e a dimostrare la totale regolarità delle procedure, così come già attestato dall’Anac”.


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