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il patto dell'arancino

La corazzata schiacciata dai grillini
Scosse di assestamento a destra

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Occorre un nuovo patto per affrontare le amministrative. Un nuovo "arancino".

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CATANIA - Stavolta è andata diversamente. A dispetto del concetto, ripetuto quasi allo stremo, della Sicilia come laboratorio politico, quasi ciò che accade a livello politico nell'isola sia una sorta di prova generale, di anteprima di quanto accadrà nel resto del Paese, i risultati delle politiche dimostrano come non sempre questo assunto sia valido. Non lo è stato sicuramente in questa tornata elettorale dove la forza muscolare - e numerica - del centrodestra che ha eletto il presidente della Regione, Nello Musumeci, non è bastata a fronteggiare e contrastare la marea grillina.

Una questione non solo interna, non è un segreto che le anime della coalizione nata per rafforzare la candidatura Musumeci non vadano proprio d'amore e d'accordo, clima che sembra essere peggiorato dopo la scelta dei candidati per Camera e Senato, ma anche evidenziata dai numeri che hanno visto reggere solo Forza Italia, unica formazione sopra il 20% alle ultime votazioni (ma che di catanese non ha eletto nessuno), ma tracollare sia i Fratelli d'Italia che la cosiddetta quarta gamba, cioè gli autonomisti e i centristi democristiani.

Gli uomini della Meloni, che alle Regionali uniti alla Lega hanno raggiunto il 5,6%, alle Politiche si fermano tra il 3,5% del collegio Sicilia 1 e l 3,7 del collegio Sicilia 2. L'esclusione del consigliere comunale Manlio Messina dall'infornata dei nuovi deputati, una delle personalità politiche che ha spinto per l'elezione di Musumeci e che, oltre tutto, era stato posizionato piuttosto bene, evidenzierebbe questa distanza.

Ma è tra i centristi che le foto scattate alle elezioni di novembre non combacia del tutto con l'istantanea immortalata domenica scorsa. Dal 13 per cento delle sue liste a sostegno di Musumeci, al risultato inaspettato delle Politiche, dove Noi con l'Italia ha ottenuto il 2,9% nel collegio Sicilia 1 per precipitare al 1,7 nel collegio Sicilia 2. Certo, nel primo caso le preferenze e l'esistenza di nomi reali ha avuto un peso e non indifferente, ma la distanza tra i primi e i secondi risultati è innegabile.

In ogni caso, quanto le urne hanno consegnato del centrodestra siciliano potrebbe portare a scosse di assestamento interne, ridimensionare alcune anime della coalizione e mettere in risalto altri protagonisti. Insomma, da domani potrebbe rafforzarsi il gruppo di Forza Italia, forte dei risultati nazionali, e ridursi il peso degli alleati, Lega esclusa data la buona performance anche in Sicilia.

Un riassestamento che potrebbe avere conseguenze sulla scelta dei candidati per le prossime amministrative che vedranno il rinnovamento di 22 consigli comunali, dove gli equilibri potranno cambiare. Tra questi Catania, piazza delicata e simbolica per il centrodestra. Qui anche il nome di Pogliese sembra essere messo in dubbio. Da Fratelli d'Italia, ad esempio. Pare infatti che lo stesso Ignazio La Russa abbia frenato sul nome dell'eurodeputato come candidato della coalizione.

Ma Basilio Catanoso stoppa tutti. "Forza Italia nella nostra zona resta il fulcro del centrodestra - afferma l'ex parlamentare azzurro. Come si è ben visto. Noi, d'altra parte - prosegue - con grande senso di responsabilità abbiamo ceduto la candidatura alla presidenza della Regione per mettere su un centrodestra unito e oggi, il centrodestra è di nuovo unito grazie al nostro sacrificio di allora. Certo, a questa tornata elettorale - prosegue - non abbiamo avuto il supporto che speravamo da parte degli alleati. Ma l'elettorato del centrodestra - continua - ci riconosce una leadership molto forte, il nostro radicamento sul territorio è confermato per cui, sicuramente saremo della partita ovunque".

A questo si aggiunge il commento di Salvo Poglise, non certo disinteressato nel sottolineare la compattezza della compagine di centrodestra. “Uno schieramento - prosegue l’esponente azzurro - che con pari dignità, in vista della prossima consultazione amministrativa di Palazzo degli Elefanti e in diversi altri comuni della provincia, verrà ulteriormente rinforzato dai contributi di rappresentanti dell’associazionismo civico, di cittadini ed espressioni politiche deluse dai fallimentari governi di centrosinistra.

 

 

 

 


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