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la tragedia

L'omicidio stradale di Melania
Video choc dello scontro frontale

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Pena patteggiata. “Nessuna condanna sarebbe stata soddisfacente”, dichiara il legale della famiglia.

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CATANIA. Pena patteggiata a due anni. Si è concluso così il processo per l'omicidio stradale di Melania Vinci a carico di Nazareno Agatino Garozzo. Il gup di Catania Santino Mirabella ha accolto la richiesta formulata dai difensori dell'imputato, Giovanni Milana ed Emanuela Caramagno, previo parere positivo del pubblico ministero Francesco Brando, a tre anni di reclusione, ridotti a due per il rito abbreviato. Concessa anche al 23enne di San Giovanni La Punta la sospensione condizionale della pena, considerata l'occasionalità del fatto, lo stato di incensuratezza ed il comportamento processuale. Per il marito e i due figli della vittima, costituitisi parte civile con il legale Michele Pansera, disposta una provvisionale complessiva di 300mila euro. Si chiude così, dal punto di vista giudiziario, un episodio che ha scosso non poco la comunità giarrese.

LE DICHIARAZIONI. “A nome dei familiari, costituiti parte civile – commenta l'avvocato Michele Pansera - posso solo ribadire che nessuna condanna penale sarebbe stata giudicata soddisfacente perché il vuoto lasciato dalla perdita di Melania Vinci, per come avvertito dalla famiglia non può colmarsi all'esito di un processo, quale che sia la condanna per l'imputato. Del resto – prosegue il legale - la sentenza di patteggiamento vede precluso ogni intervento della parte civile in quanto si sostanzia in un accordo tra l'ufficio di Procura e l'imputato, accordo ritenuto congruo dal giudice dal punto di vista della pena finale. La pena, poi, per il reato colposo in parola e per le ipotesi non aggravate parte da anni due e, nel caso di specie, è stata ritenuta congrua una pena di anni tre poi ridotta per il rito prescelto. I familiari hanno coltivato la costituzione di parte civile ben consapevoli del possibile esito del procedimento al solo fine di partecipare attivamente, sin dalla fase delle indagini, all'accertamento delle responsabilità, posticipando – conclude Pansera - ogni valutazione risarcitoria, che sarà fatta valere in altra più opportuna sede processuale”.

LO SCONTRO FRONTALE. Sono da poco passate le 7 di un tranquillo giovedì di agosto e lungo la statale 114 a San Leonardello, frazione giarrese, non c'è ancora il consueto traffico. Una strada che Melania Vinci, 35enne giarrese, percorre ogni giorno a bordo della propria Suzuki Ignis per recarsi a lavoro. Quel maledetto giovedì mattina, però, non ci arriverà mai. Poco dopo aver imboccato quella strada, infatti, verrà travolta, nella propria corsia di marcia, da un'Audi A4. Uno scontro frontale che non lascia scampo alla donna. Nell'impatto Melania morirà sul colpo. La relazione tecnica del consulente nominato dalla Procura rileva che l'Audi A4 procedeva ad una velocità superiore a quella consentita su quel tratto stradale. Il conducente, ricoverato in un primo momento in ospedale, viene indagato e poi imputato per omicidio stradale.

 


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