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La scommessa del comparto
per il futuro della Sicilia

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CATANIA – Agrumicultura, emergenza idrica, consorzi di bonifica, Imu agricola. Riparte da questi temi l’azione di Agrinsieme che questa mattina ha riunito in una conferenza programmatica il coordinamento costituito dalle Organizzazioni professionali e dalle centrali cooperative di CIA, Confagricoltura, Alleanza Nazionale delle Cooperative (Legacoop, Confcooperative e AGCI), Copagri. sul tema “La scommessa del comparto agroalimentare per il futuro della Sicilia e delle imprese“. Al tavolo, coordinato da Giosuè Catania, Cia, Giuseppe Di Silvestro, CIA Sicilia Orientale, Giovanni Selvaggi, Confagricoltura, il portavoce di Alleanza nazionale Cooperative, Gaetano Mancini e presidente Confcooperative, Giuseppe Giansracusa Legacoop , Salvatore Falletta, legacooperative settore agroalimentare, Salvino Russo AGCI.

L’ammodernamento degli impianti produttivi per dare valore alla qualità, alla competitività nei mercati al consumo e garantire un adeguato sostegno alle politiche di filiera salvaguardando i redditi e l’occupazione deve essere il filo conduttore di politiche governative che nell’ambito di una non più rinviabile attuazione del riconoscimento delle condizioni di Insularità della Sicilia, determini scelte di vantaggio sulle politiche fiscali, sui costi di trasporto, sul lavoro, sulla logistica e sulle infrastrutture. È notorio che servono interventi robusti ed efficaci per superare l’emergenza ed una lungimirante programmazione per far fronte sul piano strutturale alle necessità del sistema Agroalimentare del nostro territorio.

Attualmente la grave crisi non risparmia alcun settore: lo stato di siccità ha di fatto contribuito a rendere sofferente la produzione agricola che peraltro subisce una concorrenza spesso sleale dell’importazione di prodotti dall’estero a basso prezzo e di dubbia qualità, tale da rendere insostenibile la conduzione dell’azienda agricola costretta a vendere a prezzi che non compensano neanche i costi di produzione. E’ il caso delle produzioni in serra, dei prodotti orticoli a pieno campo, del comparto zootecnico privo di foraggio, delle superfici a grano duro in forte ritardo di crescita, del comparto agrumicolo caratterizzato da ingenti quantitativi di piccolo calibro, poco graditi al mercato del fresco e pagati poco dall’industria di trasformazione. Lo stato di emergenza nel settore idrico e le gravi responsabilità storiche sia nella gestione della bonifica in Sicilia che nei mancati interventi strutturali e di manutenzione degli impianti irrigui assieme alla quasi inesistente disponibilità di acqua negli invasi, conferma lo stato di calamità del settore e la necessità di interventi concreti ed indifferibili che allo stato attuale risultano insufficienti e tardivi. E’ necessario quindi un impegno comune affinché si dichiari lo stato di Calamità Naturale individuando le risorse finanziarie utili a tenere in vita le aziende agricole sia dal punto di vista fiscale, tributario e delle imposte che dal punto di vista finanziario per la ripresa economica delle aziende.

 


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