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Abramo si candida sindaco
"Io l'alternativa a Bianco"


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Demoliti in poco più di mezz'ora cinque anni di amministrazione.

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CATANIA -  Una candidatura per rilanciare una città che soffre e che “si fa bella solo quando vengono i potenti”. Emiliano Abramo scende ufficialmente in campo e si candida sindaco per le prossime amministrative, in programma tra poco più di tre mesi. Il responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Catania, conferma dunque personalmente quanto anticipato da Livesicilia,spiegando in conferenza stampa le motivazioni di una scelta evidentemente “improcrastinabile”. Di fronte una corposa platea, che ha visto presenti anche la compagna di Enzo Bianco, Amanda Succi, e il portavoce

Amanda Succi in platea



del sindaco metropolitano, Giovanni Iozzia, Abramo non usa mezzi termini, forse innervosito dalle pressioni che, pare, gli siano state fatte negli ultimi giorni, e senza tergiversare annuncia la propria candidatura civica.

E via a sciorinare argomenti sui quali la politica, ma soprattutto l’attuale amministrazione di Palazzo degli Elefanti, avrebbe fallito. “Sono preoccupato per la città - esordisce Abramo. Aprire una finestra significa allargare lo sguardo per i prossimi cinque anni. Credo che ci sia bisogno di un’alternativa al sistema che governa Catania e ne governa gli equilibri. La città deve uscire dal particolarismo e vogliamo essere noi il cambiamento dell’Italia che vuole ripartire”.

Dal dopo Bianco, evidentemente, al quale Emiliano non risparmia critiche. Non solo nel merito, ma soprattutto nel metodo. A partire dai temi importanti, come quello della legalità, secondo Abramo mortificati e piegati alle esigenze del momento. “Sono preoccupato della Catania che parla di legalità ma non guarda ai tavoli dove chi è seduto resta al buio” - dice ancora. Continuando per le finanze, il welfare e la scelta dei collaboratori, tutti argomenti sui quali la tanto decantata trasparenza, secondo Abramo non ci sarebbe. E la gente resterebbe all’oscuro di tutto, anche di quello che la aspetterà nel prossimo futuro. “Guardo alla città sapendo che il prossimo passo finanziario sarà il dissesto - continua. Un dramma che credo debba essere chiaro e invece non lo è. Il piano di riequilibrio altro non è che il debito spalmato nei prossimi venti anni. E’ legale, certo, ma la questione è un altra: credo sia un atto gravemente irresponsabile perché spalma il peso del debito sulle generazioni che oggi non votano. E’ irresponsabile accollare il debito a chi non è ancora nato. E’ un prezzo che non voglio far pagare al figlio che non ho”.

Non vuole “accompagnare la città al dissesto, ma voglio fare chiarezza - incalza - voglio capire come sono stati usati i soldi, come sono spesi, chi sceglie e come. Manca la trasparenza e non si sa quali sprechi la città sia disposta a mantenere”. E via ad elencare le spese per la festa di Capodanno e per i fuochi d’artificio per sant’Agata, “mentre hanno buttato giù i manifesti di chi protesta in cattedrale - continua - e non è giusto. Non si capisce più in che mani è la città”.

E ancora, Prg, rifiuti, mancata valorizzazione del consiglio comunale e scelte di governo: Abramo non si risparmia e non risparmia le critiche ad Enzo Bianco, che lo voleva vicesindaco, tempo fa, e dal quale oggi prende completamente le distanze. “Non esiste una raccolta differenziata reale - prosegue - non abbiamo accesso alle sovvenzioni che fanno cassa, il centro storico è abbandonato a se stesso e i residenti sono soli e chiedono alternative. Non è polemica - spiega - ma la valutazione che do a quanto è stato fatto non è positiva”.

Abramo, tenta di moderare i toni, spiegando come il suo non sia un attacco all’attuale primo cittadino, ma la proposta di una politica diametralmente opposta. Ma poi parla di “one man show”, sottolineando l’atteggiamento del primo cittadino nei confronti della città, del Consiglio comunale e della Giunta. “Il sindaco non è il one man show che danza sul palco della città - afferma - ha il dovere di rappresentare al meglio e con umiltà la grandezza di questa città. Se rinuncia al dialogo non è un buon sindaco”.

Insomma, Abramo si candida per voltate pagina e apre a tutti. Anche ai partiti, anche alle professioni. “La mia è una candidatura civica e aperta a tutti, anche a chi è impegnato già in politica. A chi però vuole sposare le nostre regole. La stagione della rassegnazione è finita - sottolinea - la nostra è una proposta civica, chiara, inequivocabile rivolta anche alla buona politica. Non sono contro Bianco - conclude. Sono l’alternativa e noi dobbiamo misurarci su quello che di noi dicono gli altri e non farlo in applausometri organizzati”.

Niente da intendere, dunque. Tutto chiaro. Il leader della Comunità di Sant’Egidio scende in campo per voltare pagina. Anche perché, come afferma a domanda posta dalla stampa, risponde: “Rompo con lo schema Bianco e mi rivolgo a tutte le parti sane della città che si ritrovano in questo percorso. Rispetto a cinque anni di governo, la città è stata gravemente danneggiata. Non c’è nulla da salvare“.

Un discorso convincente, che ha strappato uno scrosciante applauso dalla platea, tra cui sedevano anche il presidente di Confcooperative, Gaetano Mancini, il presidente della Comunità islamica di Catania, Abdelhafid Kheit, tanti amici e simpatizzanti. Oltre che i collaboratori di Abramo, tra cui spiccano tre ex fedelissimi di Enzo Bianco, allontanati, volontariamente o meno, dal Palazzo. Tra questi, anche Giuseppe Idonea, uno degli organizzatori della campagna elettorale del sindaco nel 2013 e, ancor prima, tra i registi della comunicazione che ha aiutato l’elezione di Umberto Scapagnini che, nel 2005, soffiò il posto proprio all’ex ministro degli interni.

 


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