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Palazzo degli elefanti

Pellegrino candidato sindaco
"Passo indietro solo per Pogliese"

Catania, riccardo pellegrino, Politica

"Non ho remore - afferma il consigliere - nel gridare che se il mio partito di "Forza Italia" non sarà con me, io sarò sostenitore di me stesso".

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CATANIA - Pronto a candidarsi sindaco. Con chi e sostenuto da quali formazioni, ancora non è dato saperlo, ma il consigliere comunale di Forza Italia ha già lanciato il proprio nome per la carica più alta di Palazzo degli elefanti. Alla quale rinuncerà solo se il partito candiderà l'europarlamentare Salvo Pogliese. "Catania ha bisogno di un sindaco catanese e di un sindaco giovane - afferma l'esponente del senato cittadino, al centro di un'accesa polemica, in occasione delle ultime elezioni regionali, condita da accuse non certo velate. per la vicinanza al figlio di un noto esponente mafioso di San Cristoforo. E io - continua - voglio essere colui che rompe gli schemi, colui che è scomodo poiché, non curante della forma vuol rimanere ciò che è senza dimenticare la sua provenienza".

Dichiarazioni, queste, che sanno tanto di volontà, da parte dell'esponente azzurro, di fare sentire la propria voce, e dimostrare la propria forza numerica, a tutti. Non solo agli oppositori esterni. Insomma, una sorta di rivincita che l'esponente politico potrebbe tentare, forte dei quasi seimila voti ottenuti alle Regionali di novembre 2017, e del sostegno che, pare, abbia tra la gente. "Sono loro che me lo chiedono - dice Pellegrino - che mi spingono a tentare questa avventura. Io sono in Forza Italia da 12 anni - continua - ma devo dare risposte ai miei elettori. A breve - prosegue - inizierò a girare la città, non solo nei quartieri ma anche in centro, al corso Italia". Una volontà, quella di Pellegrino, nata per dare voce alla gente, spesso la grande esclusa della politica, ma diffusa a poche ore dalla consegna delle candidature per le Politiche, quasi un messaggio velato ai colleghi di partito. "Le candidature che il partito ha pensato per il Governo - ammette - mostrano con evidenza che le persone e i territori sono sempre meno rappresentati".

Lo dice senza tergiversare. "Cos' è un candidato sindaco? Un promettente cavallo da corsa su cui puntare? - si chiede. Voglio essere la risposta. Un noto autore siciliano scriveva di un insieme di persone chiamandoli "arripudduti" (arricchiti). Bene, io non voglio far parte di questa cerchia, non mi voglio arricchire di favoritismi, belle cerimonie, grandi pranzi, finire sui giornali, e quant'altro si possa aggiungere! Voglio stare accanto a chi ha di bisogno, dall'indigente al ricco, dal borghese al lavoratore onesto, da S. Cristoforo al corso Italia. Voglio essere di tutti e non di qualcuno, voglio essere il sindaco del popolo, questo popolo che il mio cuore ama, questo popolo che ha necessità di ascolto e concretezza, attenzione e discernimento, onestà e magnanimità". E avvisa: "Non ho remore nel gridare che se il mio partito di "Forza Italia" non sarà con me, io sarò sostenitore di me stesso".

 


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