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I summit, i pentiti, le guerre
Cosa nostra, lo scettro del comando

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La cupola della famiglia Santapaola-Ercolano. I nomi e la linea di successione.

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CATANIA - E’ ferita Cosa nostra catanese. In poco meno di un anno e mezzo l’asse di vertice è stato smantellato dalle retate delle forze dell’ordine. Ma come dimostrano le inchieste la cupola si riforma, le squadre si ricompattano, la manovalanza è facile da assoldare. La scelta più difficile è quella del capo dei capi. Un nome che deve avere forza, carisma, autorità e credibilità soprattutto nei rapporti con le altre cosche criminali, anche fuori dai confini siciliani. Molte volte è bastato il cognome. In altre circostanze, l’erede designato ha fatto leva sulla forza criminale dei fedelissimi per le scelte militari e "imprenditoriali". Non sono mancate le guerre per la conquista del trono. L’omicidio di Angelo Santapaola nel 2007 fa ben comprendere che nemmeno il cognome salva dalle pallottole.

I colpi degli investigatori sono stati così devastanti dopo gli anni ’90 che i mafiosi di razza sono (quasi) tutti dietro le sbarre. Ma tra scarcerazioni e boss liberi la cosca Santapaola-Ercolano sicuramente ha trovato il nuovo braccio operativo che deve gestire gli affari dentro la città e fuori. Da Catania, a Lentini passando per il calatino. Perché se il capoluogo è il fortino per fare soldi attraverso lo spaccio e così garantirsi riverenza e potere sul territorio, l'attenzione della cupola si concentra bel siracusano e nel calatino per infiltrarsi negli appalti, nelle grandi opere ed imporre "la messa a posto". Basta ascoltare (o leggere) le intercettazioni di uno dei summit immortalati dalle cimici del Ros nelle campagne del calatino per capire questa “differenziazione di mercato”. Forza militare da una parte attraverso la droga e affari economici (anche di alto livello) tra le lande del calatino.

Negli ultimi dieci anni lo scettro del padrino è stato nelle mani di diversi uomini d’onore. Rievocando la linea di successione dal 2009 a pochi mesi fa si possono ben delineare le mosse strategiche e criminali della famiglia Santapaola-Ercolano. E inoltre si possono cristallizzare le metamorfosi degli assetti di potere ogni qualvolta subentrava un nuovo capo. Una pagina cruciale nella storia della Cosa nostra catanese è il blitz dell’8 ottobre 2009 quando fu interrotto un summit in cui erano presenti i boss dei boss della cosca. In un solo colpo furono ammanettati i componenti della cupola di Catania. Santo La Causa, considerato il referente militare e proveniente dall’ala dei Ferrera-Cavaduzzu, aveva riunito attorno a un tavolo il gotha della criminalità organizzata della Sicilia orientale. Al summit è presente anche Vincenzo Aiello, fedelissimo del capo indiscusso Nitto Santapaola. Aiello, condannato all’ergastolo (sentenza definitiva) per l’omicidio del cugino del capomafia Angelo, è la mente imprenditoriale ed economica del clan. Appalti, edilizia, grandi opere: non c’è settore economico dove Aiello non avrebbe messo il naso. In un solo colpo la cupola perde la forza militare ed economica. Di Aiello si parla già dopo le Stragi palermitane. I collaboratori di giustizia hanno raccontato che nel 1993 a Mazzarrone Nitto Santapaola mise la corona di rais della Cosa nostra catanese proprio a Vincenzo Aiello. Il suo nome, al centro del maxi processo Orsa Maggiore, torna alla ribalta appunto nel 2009 quando i carabinieri bloccano il summit dei summit della mafia etnea. Nella villetta di Belpasso si erano riuniti nomi del calibro di Carmelo Puglisi, Ignazio Barbagallo, Venerando Cristaldi, Rosario Tripodo. Si stava preparando la controffensiva alla guerra contro i Cappello-Carateddi di Iano Lo Giudice e Orazio Privitera. Al summit Santo La Causa aveva invitato anche Sebastiano Laudani, reggente dei Mussi i Ficurinia. Un Laudani purosangue aveva il prestigio di poter partecipare a un summit mafioso di quel livello.

I Santapaola-Ercolano rispondono all’attacco militare degli inquirenti creando una catena di comando formato da tre boss: Benedetto Cocimano, Orazio Magrì e Daniele Nizza. Nel frattempo Santo La Causa diventa collaboratore di giustizia e la cupola trema. Non a caso Orazio Magrì scappa in Romania, dove è catturato nel 2013. In pochi anni il triunvirato mafioso viene smantellato. Cocimano è arrestato dalla Squadra Mobile nel 2011 per estorsione. Nel 2012 nell’operazione Efesto è catturato Daniele Nizza, che sarebbe finito nel mirino dei fratelli Mirabile. Sullo sfondo resta infatti sempre la faida per il comando tra i Santapaola e gli Ercolano.

È l’indagine Kronos, scattata lo scorso anno, a interrompere nuovamente la linea di successione. Il nuovo boss, un uomo con il sangue dei Santapaola nelle vene, è catturato. Francesco Santapaola è figlio di Salvatore "coluccio" e cugino di secondo grado del capomafia Nitto. Un carisma criminale non da tutti riconosciuto, così come emerge da alcune conversazioni intercettate, ma un boss che poteva contare su un vice di rango come Franco Amantea, padrino di Paternò, presente in tutti i summit dove si dovevano prendere decisioni fondamentale per la cosca. Poteva mancare Ciccio Santapaola, ma non certo il boss paternese. Scatta il blitz (aprile 2016) e la cupola viene azzerata. A prendere le redini, ma solo per pochi mesi, è Marcello Angelo Magrì, fratello di Orazio. Ma a novembre 2016 anche lui finisce in gattabuia. A questo punto è Antonio Tomaselli (questa è la ricostruzione che emerge dall’operazione Chaos dello scorso novembre) che avrebbe preso in mano “la carta delle estorsioni”. Tomaselli, uomo vicinissimo agli Ercolano, ha il carisma criminale per poter ricorrere ai ripari. Il boss è chiamato a risolvere tensioni con i Mazzei e rimettere in sesto gli affari con il clan Nardo. Il suo destino però è segnato: Tomaselli è catturato dal Ros. E se è vero quello che racconta il pentito Carmelo Aldo Navarria, l’arresto lo avrebbe salvato dalle pallottole. La retata dei Ros ha portato un vuoto di potere e di destabilizzazioni. Ma la linea di successione non può spezzarsi. E un nuovo padrino potrebbe aver già preso in mano lo scettro del comando.

 


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