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OPERAZIONE CHAOS

Le mani della mafia sul cemento
Sequestrata la Conti Calcestruzzi


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Emesse cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere.

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CATANIA - Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e il sequestro della Conti Calcestruzzi. I provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Destinatari dei provvedimenti sono Antonio Tomaselli, reggente della famiglia Santapaola/Ercolano, già detenuto in seguito all'operazione Chaos. Rocco Biancoviso da Scordia, Giuseppe Conti Pasquarello, da Misterbianco, Angelo Di Benedetto, figlio di Santo, Alessandro Caruso da Scordia.

Nel contempo, si è proceduto al sequestro della Conti Calcestruzzi S.r.l.s., con sede a Misterbianco. Il provvedimento, la cui esecuzione è avvenuta lo scorso 9 gennaio. a cura dei Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Catania, scaturisce dall’ulteriore approfondimento di segmenti investigativi dell’indagine del R.O.S. denominata Chaos, eseguita nella notte tra il 10 e l’11 novembre dello scorso anno, all’esito del quale è stato accertato che: Biancoviso, in veste di affiliato a cosa nostra catanese - famiglia Santapaola-Ercolano, in sinergici rapporti con Tomaselli, indirizzava verso quest’ultimo, titolare occulto della Conti Calcestruzzi S.r.l.s., alcuni imprenditori impegnati nei lavori di posa in opera della fibra ottica in Catania, così consentendo a Tomaselli di divenire fornitore esclusivo del cemento occorrente per l’esecuzione dell’opera (di qualità scadente e fornito all’impresa a condizioni deteriori rispetto a quelle praticate sul libero mercato);

Conti Pasquarello, titolare di fatto della predetta società, consentiva a Tomaselli di esercitare il controllo pieno ed esclusivo sulla stessa, della quale risultava essere socio occulto e unico dominus; Di Benedetto e Caruso, in conseguenza del rinvenimento di mezzi d’opera oggetto di furto in pregiudizio degli imprenditori e dopo gli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione Chaos, tentavano di farsi consegnare Euro 5.000, quale compenso per la restituzione, così favorendo l’associazione mafiosa Mazzei, intesi carcagnusi, cui Santo, padre di Angelo, appartiene. Il quadro indiziario è stato ulteriormente corroborato dalle dichiarazioni delle parti offese e da quelle di collaboratori di giustizia.

 


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