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LA CONFERENZA STAMPA

Emergenza sicurezza nel calatino
I salviniani: "Chiudere il Cara"


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Presenti all'iniziativa le figlie dei coniugi Solano brutalmente uccisi due anni fa a Palagonia.

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CATANIA – Certezza della pena e sicurezza. E’ questo il leitmotiv della conferenza stampa organizzata dal movimento “Noi con Salvini” in collaborazione con l’Unione nazionale Vittime e le sorelle Manuela e Rosita Solano, figlie dei coniugi barbaramente uccisi a Palagonia due anni fa. Un cavallo di battaglia dell’associazione che domani sarà presente in Tribunale all’udienza che riguarda proprio il processo sul barbaro delitto che ha macchiato di sangue il calatino. I vertici locali della Lega così accendono i riflettori sul tema della sicurezza e fanno il punto sulla carenza di risorse sul territorio calatino, e non solo.

Forze dell’ordine “sottratte” al territorio perché impegnate altrove. Nel mirino del movimento c’è soprattutto il Cara di Mineo, che, com’è ricordato a più riprese, andava chiuso tempo fa come certificato dalla commissione parlamentare d’inchiesta.

Il deputato Angelo Attaguile attacca: “Siamo qui per chiedere maggiore sicurezza”.  “Porto la solidarietà dell’onorevole Salvini che è stato sempre vicino alla famiglia Solano e sempre presente nel contestare il Cara di Mineo perché lo ha definito e lo definiamo semplicemente un Cara d’accoglienza a gestione clientelare per speculare. Noi sappiamo che frutta più della droga", afferma. "Se anche la commissione nazionale dice di chiudere il Cara perché non si chiude? Perché il Prefetto non lo chiude? Noi vogliamo che chiuda perché non accadano più fatti come quello accaduto alla famiglia Solano o come quello che è accaduto la scorsa settimana quando una giovane donna è stata sgozzata davanti ai propri figli”, dice.  Il parlamentare che già negli anni passati aveva chiesto le dimissioni del Ministro Angelino Alfano senza sortire risultati. “Allora Alfano mise la testa sotto la sabbia, invece il Cara andava semplicemente chiuso”, rincara la dose Attaguile che negli ultimi tre anni ha ispezionato in compagnia di Matteo Salvini per ben sei volte il centro. “Le forze dell’ordine non bastano a tenere sotto controllo l’immigrazione clandestina”, spiega Attaguile sottolineando anche i problemi di sicurezza esterni al centro come i furti “nelle civili abitazioni”.

“Come ha sostenuto più volte il procuratore Verzera buona parte delle forze dell’ordine sono assorbite dal Cara di Mineo e rendono più difficile il monitoraggio del territorio”, spiega l’avvocato Fabio Cantarella, vicesindaco di Mascalucia e responsabile comunicazione del movimento. Cantarella non ci gira intorno: “La struttura va chiusa come del resto ha scritto la commissione parlamentare d’inchiesta e come la Lega chiede da anni”.

La richiesta di una presenza massiccia di forze dell’ordine sul territorio a livello preventivo è da accompagnare, secondo i relatori, a un’azione a livello penale che preveda pene certe e processi dai tempi non biblici. E’ questa la linea della presidente dell’associazione Paola Radaelli e di Manuela e Carmen Solano, figlie dei coniugi uccisi a Palagonia. “Le figlie dei coniugi Solano fanno parte della nostra associazione”, racconta la presidente che spiega la data non casuale della conferenza stampa di oggi. “Domani saremo all’udienza del processo per il delitto Solano. Chiediamo la certezza della pena e attendiamo una decisione che non sia rinviata alle calende greche”, dice con nettezza. “Le famiglie delle vittime vivono giorni pieni di dolore in attesa di giustizia per questo noi ci battiamo soprattutto per ottenere la certezza della pena e per processi che si svolgano in tempi ragionevoli”, spiega chiarendo che l’associazione è aperta alla collaborazione con tutte le forze politiche con le quali si può trovare un’intesa su questi temi. Lega in testa perché “Salvini è stato uno dei pochi vicino alla famiglia dei coniugi Solano”. Sull'argomento giustizia, Attaguile ha più volte ribadito il netto rifiuto della Lega a sconti di pena per delitti efferati ricordando il ddl presentato alla Camera dall'onorevole Monteni.

Un appello raccolto da Rosita Solano che in attesa che si celebri “l’ennesima” udienza si augura “una condanna esemplare”. “Chiedo giustizia per i miei genitori e per tutti perché siamo tutti sulla stessa barca: quello che è capitato a loro potrebbe capitare a chiunque”, dice Solano che sottolinea il cospicuo numero di fatti di sangue parlando di “delitti all’ordine del giorno” a fronte di pochi giorni di carcere per i carnefici. Paola Carella, responsabile regionale dell’associazione, fa il punto sulle battaglie in favore delle vittime di reati violenti. “Voglio ricordare che in Sicilia abbiamo sportelli e locali messi a disposizione dalle istituzioni per le vittime della mafia ma nulla in sostegno dei famigliari delle vittime di reati violenti”, spiega Carella che nei prossimi giorni incontrerà diversi interlocutori istituzionali per sanare la situazione. “Voglio che la Regione metta a disposizione uno sportello che agevoli il supporto legale e psicologico per le vittime di questi reati”.


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