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la proposta dell'amministrazione

Piano di rientro di nuovo in aula
Durata prolungata a vent'anni

, Cronaca

Una legge del 27 dicembre 2017 dà la possibilità di prolungare il Piano di riequilibrio. Possibilità di cui vuole approfittare l'amministrazione.

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CATANIA - 
Un Piano di rientro in vent'anni anziché in dieci. E’ quella proposta dal ragioniere generale, al Consiglio comunale, in seguito all’approvazione da parte de Governo della Legge, la 205 del 2017, approvata il 27 dicembre dello scorso anno, che consente agli Enti che hanno presentato e approvato il Piano di rientro prima dell’entrata in vigore della nuova norma, di apportare ulteriori modifiche.

Mentre non si conosce ancora se quello approvato dal consiglio comunale nel settembre 2016, rimodulato rispetto a quello dell’amministrazione Stancanelli nel 2013, il ragioniere generale Massimo Rosso ha preparato, e inviato ai consiglieri comunali, una nuova proposta di rimodulazione dell’atto che ha certificati lo stato di predisposto delle casse del Comune.

La richiesta, che riporta la data del 5 gennaio ha come oggetto “Adesione alla facoltà concessa dall'art. 1, comma 889, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, di rimodulare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale al fine di usufruire delle modifiche introdotte dall'art. 1, comma 888, della Legge 27 dicembre 2017 , n. 205, e richiesta alla Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Siciliana, e al Ministero dell’Interno, in applicazione del medesimo comma 889”.

Secondo quanto riportato nel documento, “la Legge 27 dicembre 2017, n.205, ha modificato il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, rideterminando la durata del piano di riequilibrio finanziario, dai precedenti dieci anni agli attuali da quattro a venti anni”, e ancora “ha introdotto il comma 5-bis, che individua la durata del piano di riequilibrio finanziario pluriennale "sulla base del rapporto tra Ie passività da ripianare nel medesimo e I'ammontare degli impegni di cui aI titolo 1 della spesa del rendiconto dell'anno precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura dí riequilibrio o dell'ultimo rendiconto approvato”. Fermi restando i tempi di pagamento dei creditori, si legge più avanti.

Tante le motivazioni per cui l’amministrazione ha stabilito il ricorso alla procedura consentita dalla legge dello scorso dicembre, tra cui il fatto che “la maggior durata del piano di riequilibrio finanziario pluriennale possa consentire un più agevole ripristino delle condizioni di normalità finanziarie potendo ripartire le passività da ripianare su un numero di anni superiore all’attuale; che il prolungamento della durata del piano di riequilibrio finanziario pluriennale possa disimpegnare risorse ad esso destinate a favore dei servizi e dei compiti istituzionali dell'Ente; che possa rendere più facilmente raggiungibili sia gli obiettivi strategici, sia quelli operativi; che il prolungamento della durata del piano di riequilibrio possa consentire un più funzionale raggiungimento degli obiettivi di efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa”.

Insomma, un atto che allungherebbe ulteriormente i tempi di rientro dal debito che, nel frattempo però, pare continui ad aumentare. Stando alla denuncia del vicepresidente del consiglio Arcidiacono, la situazione sarebbe peggiorata negli ultimi anni. “Il debito complessivo del Comune di Catania ammonta a 1 miliardo e 11 milioni di euro - afferma il consigliere in una nota - una cifra che contiene un incremento della sola massa passiva, nel 2016, di 96 milioni di euro rispetto all'anno precedente”.

In ogni caso, con la nuova delibera, torna in aula il Piano di riequilibrio per una nuova revisione, mentre ancora si attende il parere di Ministero e Corte dei cont su quello precedente. L’atto deve essere trasmesso ai consiglieri entro 15 giorni dall’entrata in vigore della legge e approvato entro i successivi 45 giorni. Il consiglio è stato convocato per i giorni 11 e 12 gennaio.


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