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Il caso

Licari, le indagini sull'aggressione
ed il ritorno a casa, 4 mesi dopo

Catania, indagini, ispettore licari, Luigi Licari

La sofferenza e la voglia di riscatto dell'Ispettore aggredito dal branco.

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CATANIA. Al termine del buio più profondo. Della notte più scura. Arriva quel crepuscolo che illumina di speranza e che profuma di grazia. Esattamente quattro mesi dopo, l’ispettore di Polizia municipale Luigi Licari prova a riprendere in mano la propria vita.
Nulla di più complicato, in verità. Quella spedizione punitiva subita ad inizio settembre dell’anno scorso lo ha devastato irrimediabilmente. Nel fisico ma, soprattutto, nella mente.
Quattro cicatrici profonde sulla testa sono i segni di un imbarbarimento vile quanto crudele che lo hanno costretto in coma su un letto d’ospedale per giornate dalle ore interminabili. E quelle quattro cicatrici spiegano bene l’aggressione e l’umiliazione che l’ispettore Licari ha patito mentre era in servizio.

Sotto il profilo delle indagini si è solo apparentemente in un momento di stasi. In verità, al di là del fermo avvenuto qualche ora dopo l’agguato, prosegue tutto in modo spedito seppur serrato.
Il riserbo sull’inchiesta è massimo. Gli atti sono secretati ed il fascicolo è nelle mani del Procuratore Capo, Carmelo Zuccaro e dell’Aggiunto Ignazio Fonzo. L’impressione resta che ad agire sia stato in vero e proprio branco di persone: ma è agli inquirenti che tocca fare piena luce ricostruendo passo dopo passo l’accaduto.

Intanto, l’ispettore continua a lottare. Nulla rimane sospeso e la storia di Luigi Licari racconta qualcosa di profondo. Ed è tra le mura di casa che si è cementato per sempre il rapporto con i suoi familiari che sono costantemente al suo fianco. Rientrato all’inizio di dicembre dall’ospedale di Cefalù a Catania, Licari ha cominciato la terapia riabilitativa ed a breve comincerà quella cognitiva. Ma i balordi che lo hanno ridotto a questo stato, lo hanno reso incapace persino di trovare la forza per spezzare un po' di pane.

“Purtroppo, dietro l’apparenza di normalità ci ritroviamo a fare i conti con un uomo che non ha forze e si ritrova a piangere perchè consapevole di quello che ha perduto - spiega il fratello Matteo -. Non ricorda nulla dell’accaduto ed oggi l’affetto dei familiari resta l’argine migliore.
Vanno fatti i conti con una depressione che è in agguato e con reminiscenze che portano ad allucinazioni: tuttavia, mio fratello sta lottando in tutti i modi”.

Ma c’è anche una situazione economica non facile. A breve, occorrerà affrontare anche una battaglia giudiziaria che si preannuncia lunga e, certamente, costosa. Ecco perchè è ancora aperta la sottoscrizione lanciata dalla famiglia e dagli amici di Luigi Licari:

Il conto corrente è della banca ING BANK N. V.
IBAN IT31 X 03475 01605 CC0011599113
Intestato a Carlo Licari
Causale: 9175909, Un aiuto per Luigi

La paura è che questa storia, quello che è accaduto il 2 settembre dello scorso anno possa restare in bilico sui bordi della nostra memoria, prima di scivolare giù.
Che è proprio quello che dovremmo augurarci non accada. Mai.


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