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l'iniziativa

Imprese, famiglie e crisi
Ecco il "Giubileo dei debiti"

, Economia

ConfimpreseItalia propone un disegno di legge che consentirebbe di rinegoziare i rapporti tra clienti e banche, per evitare il fallimento delle attività economiche.

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CATANIA – “Il 96,4% delle imprese iscritte alle Camere di commercio sono piccole e micro, di queste il 70% sono imprese individuali, il 51,2% sono a carattere familiare. Una realtà che si scontra con la difficoltà di accesso al credito a causa della limitata patrimonializzazione perché quella personale spesso è anche aziendale. In Sicilia la situazione è grave, così come in Campania e Puglia, ma in Veneto non certo migliore – ha sottolineato il presidente di Confimprese, Guido D’Amico, nel suo intervento a Catania al convegno “Imprese, famiglie e crisi: il Giubileo dei debiti per rilanciare l’economia” -. Bisogna trovare una soluzione legislativa, che sia sostenuta da una grande mobilitazione, per evitare che il disagio economico esploda in termini sociali di massa. I “crediti deteriorati” di imprenditori e privati devono trovare una soluzione diversa, eccezionale e unica, che eviti ulteriori conseguenze. Per questo ConfimpreseItalia e le sue diramazioni territoriali puntano molto su “Giubileo dei debiti”, un disegno di legge che consentirebbe di rinegoziare i rapporti tra clienti e banche, per evitare il fallimento delle attività economiche e disastri familiari”. L’incontro è stato organizzato su iniziativa di Giovanni Mirulla, presidente di ConfimpreseCatania, che ha accolto e ringraziato gli ospiti per la partecipata presenza.

“Banche e imprese non sono parti contrapposte – ha sottolineato l’assessore Salvo Andò, delegato dal sindaco Enzo Bianco -. In Germania sono stati destinati 138 miliardi di euro per salvare le banche e di conseguenza anche i più piccoli risparmiatori. Il disegno di legge “Giubileo dei debiti” è una possibile soluzione conveniente per tutti”.

Il problema del credito riguarda tutti, in modo drammatico in questo periodo di crisi ha sottolineato il commissario straordinario della Città metropolitana di Catania, Salvo Cocina, che ha ricordato la situazione di difficoltà della Pubbliservizi a rischio fallimento e con quasi 400 famiglie vicine alla disperazione. Importante il contributo di don Piero Sapienza, responsabile dell’Ufficio pastorale per le politiche sociali dell’Arcidiocesi di Catania, che ha assicurato l’attenzione della Chiesa per un problema sociale diffuso. Attenzione ribadita dall’avvocato Balsamo Palma in rappresentanza del presidente dell’Ordine.

Un argomento di confronto di diffuso interesse in tempi di crisi che ha coinvolto qualificati relatori nella sede camerale etnea: dai parlamentari Giuseppe Berretta (PD) e Vincenzo Gibiino (Forza Italia), che hanno sottolineato l’attenzione rivolta dai legislatori ai problemi del credito, a cominciare dalla riforma della Legge fallimentare, a rappresentanti del mondo accademico come Sebastiano Mazzù, docente di Economia e gestione degli intermediari finanziari, e Rosario Faraci, economista d’impresa, che ha moderato i lavori,suggerendo spunti di approfondimento alla luce dell’analisi economica del territorio.

In Sicilia il saldo negativo tra nascite e morte delle imprese negli ultimi undici anni è del 4% in più rispetto alla media nazionale, il 9% delle imprese è avviato verso procedure concorsuali, il 15% delle imprese sono a rischio default e ben il 60% soffre di fragilità finanziaria. Più che di mancanza di liquidità si può parlare di desertificazione vera e propria. Significativa la testimonianza dei rappresentanti di categorie di operatori economici e della Federconsumatori, con il suo presidente Salvo Nicosia, che hanno arricchito il dibattito.

 


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