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Periferie, protesta al Duomo
La Cattedrale apre le porte


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Catania, cattedrale, duomo, protesta, sagrato, Cronaca

Le famiglie disagiate dei quartieri Librino, Pigno e San Giorgio hanno passato la notte dentro la chiesa.

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CATANIA - L’Arcivescovo Salvatore Grsitina ed il parroco Barbaro Scionti hanno deciso di riaprire le porte della Basilica. Dopo un vertice in Prefettura nel pomeriggio di ieri con l’allestimento di un tavolo tecnico tra il sindaco Enzo Bianco, i vertici della Curia etnea e il prefetto Silvana Riccio, Monsignor Gristina è andato a trovare le famiglie che da ormai 7 giorni occupano il sagrato della chiesa in piazza Duomo e ha offerto, dopo i falliti tentativi di trovare una mediazione, gli spazi del luogo di culto a tutti i nuclei familiari che in questi giorni hanno passato le notti al freddo. “Non è la soluzione ai problemi e al disagio - dice - e si auspica che da questo gesto di accoglienza in cui sono coinvolte tante realtà ecclesiali e civili, possano scaturire ulteriori e riusciti tentativi di soluzione”.

Emiliano Abramo presidente della comunità catanese di Sant’Egidio in questi giorni era intervenuto sulla vicenda che ha fatto restare la Cattedrale chiusa per quasi una settimana e oggi ribadisce. "Dobbiamo trovare una soluzione e il dialogo tutti insieme, noi di Sant’Egidio ci siamo e ci saremo sempre per tutte le famiglie che si trovano in difficoltà – afferma Abramo – questa è una situazione che non può andare avanti così, servono delle risposte; è la cosa più importante, bisogna cercare tutte le strade per venire incontro alle esigenze di queste famiglie. La comunità di Sant’Egidio è con loro e continuerà a dare il suo sostegno, noi stiamo con gli anziani, con le donne, con i bimbi e con gli ultimi a oltranza, stasera non dormiranno fuori dalla Cattedrale e ceneranno in chiesa”.

Un braccio di ferro lungo una settimana, da un lato le famiglie con il loro grido disperato d’aiuto, dall’altro le istituzioni che avevano proposto agli occupanti, giorni fa, un incontro in Prefettura che non è stato accettato. “Siamo qui, non abbiamo protestato in maniera plateale, non abbiamo sporcato nulla, nessuna violenza né verbale né fisica, volevamo solo parlare con qualcuno dell’assessorato ai servizi sociali e con il sindaco – racconta Giusi, una delle occupanti del sagrato – senza dover lasciare la Cattedrale, la casa di Dio e volevamo lanciare un messaggio a tutti sulla situazione che c’è nei quartieri periferici, al limite della sopravvivenza. Hanno riproposto l’incontro in Prefettura a patto di abbandonare il Sagrato, noi non vogliamo un incontro dentro un palazzo, ma qui in chiesa. Qualcuno una risposta la deve dare - prosegue - siamo tutti giovanissimi e con bambini, non bruciate anche il loro futuro”.

La proposta fatta alle famiglie è stata quella di abbandonare il presidio, ricordando che in chiesa c’è ancora una persona, e di incontrare il primo cittadino a palazzo Minoriti nella sede della Prefettura. Nessuno dei componenti i nuclei familiari ha accettato la proposta di abbandonare il sagrato della chiesa e hanno chiesto che l’incontro avvenga in Cattedrale. L’arcivescovo ha deciso di aprire le porte e ospitare le famiglie. Sant’Egidio ha offerto loro una cena calda e le famiglie hanno potuto incontrare Aurora la donna che da 7 giorni occupava da sola la Cattedrale.

Anche la Caritas Diocesana tramite l'Unità di Strada, che gestisce il servizio itinerante e quotidiano di consegna del cibo per i senzatetto della Città, assisterà le persone ospitate all'interno della Basilica, offrendo ogni sera, intorno alle 19:30, circa 20 pasti caldi con primo, secondo, contorno e frutta. E' quanto precisa in una nota per la stampa nella quale si legge come "La decisione di accogliere le famiglie è giunta – come riporta un comunicato dell'Acivescovado – in seguito a un confronto con Prefettura e Amministrazione Comunale, dopo il fallimento di tutti i tentativi per creare un tavolo d'intesa. La Caritas Diocesana, che ha monitorato e seguito la protesta sin dai primi giorni, si è pertanto mossa in coerenza con il principio di accoglienza, che da sempre ne contraddistingue l'azione, per garantire a questi cittadini, in un momento di difficoltà lavorativa ed emergenza abitativa, un pasto caldo. La Caritas Diocesana di Catania si auspica che la situazione emergenziale attuale, da considerarsi appunto eccezionale e momentanea, possa trova una soluzione in tempi brevi".



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