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il caso

Consigliera prof si difende
"Precluso il trasferimento"


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, Cronaca

Risponde sul social network la maestra catanese in servizio in Piemonte, accusata di assenteismo.

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MISTERBIANCO - Il suo nome e il suo volto sono finiti sulla stampa nazionale. Valentina Puglisi, attivista del Movimento 5 Stelle con cui è stata eletta nel giugno scorso al Consiglio comunale di Misterbianco, e  maestra a Torino, secondo quanto riportato da Corriere della Sera, è assente da scuola da settembre. Tanto che l’Ufficio Scolastico Provinciale ha aperto un’indagine. Ma lei, la Puglisi, non ci sta a farsi dare dell'assenteista: la lontananza da scuola sarebbe infatti giustificata per l’attività politica e il mantenimento dello stipendio possibile sfruttando i permessi previsti dalla legge.  E' la stessa insegnante a intervenire sulla propria pagina Facebook dove commenta gli articoli di stampa, definendoli diffamatori, e dove spiega il motivo per cui, anziché prendere aspettativa o congedo, ha preferito sfruttare le norme che le consentono di allontanarsi per più giorni da scuola per portare avanti l'attività politica.

"Il giornalista ha ben evidenziato la differenza di comportamento della rappresentante del Movimento 5 Stelle rispetto all'uso ed agli abusi che normalmente si utilizzano - scrive in riferimento al pezzo del Corriere. Nessun motivo di famiglia e/o certificato medico rinnovato di giorno in giorno o di settimana in settimana. Nel mio caso - prosegue - la chiara e trasparente comunicazione fatta con assoluta tempestività degli impegni istituzionali, in modo da consentire la proroga per tempo della supplenza, così che la direzione scolastica non debba fare ricorso a supplenti momentanee. In tal modo si garantisce una coerente attività didattica che consente agli alunni di aver una sola insegnante".

Una scelta, quella della Puglisi, che permetterebbe, a suo modo di vedere, la continuità didattica e, dall'altro lato, le permetterebbe di non perdere diritti acquisiti - posizione in graduatoria e stipendio. "Paradossalmente - prosegue - se avessi scelto di andare qualche volta per prendere servizio, non avrei garantito tale continuità didattica. Nulla invece posso fare se la supplente non garantisce la propria presenza. Aggiungo che, ben prima della mia elezione al Consiglio, avevo incaricato un mio legale di presentare ricorso per riottenere la possibilità di essere trasferita in Sicilia, possibilità preclusami dalla L. 107/2015 la cosiddetta buona scuola di Renzi. Infatti, mentre io risultavo titolare di cattedra dal 1 settembre 2014 attraverso tale normativa ho perso la possibilità di rientrare in Sicilia".

Scrive la maestra che "Se, infatti, avessi chiesto l'aspettativa non solo avrei perso lo stipendio ma, per ciò che più conta, avrei pure perso l'anzianità di servizio con l'ulteriore beffa di vedermi scavalcata nella graduatoria da molti altri e così perdere definitivamente la possibilità di ottenere una cattedra vicino la mia famiglia". Si dice rammaricata per il contenuto dell'articolo "pubblicato in modo distorto e palesemente diffamatorio", e ribadisce la bontà della sua condotta, avvertendo che "A quanti hanno adottato comportamenti da sciacalli verrà riservato un trattamento adeguato non con denunzie penali ma con azioni civili per ottenere un risarcimento che verrà destinato ai bisogni della comunità".

Una presa di posizione che, però, non cambierebbe la situazione all'interno degli istituti scolastici nei quali la Puglisi insegna, dove alcuni genitori hanno presentato richiesta di nulla osta per portare via i propri figli da quella classe dove, l'insegnante di italiano non si sarebbe ai vista, continuando però a percepire lo stipendio.


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