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LA PROTESTA

Cattedrale ancora occupata
Le famiglie: "Siamo disperati"


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Catania, cattedrale, enzo bianco, occupazione, protesta, Cronaca

L'odissea delle donne e degli uomini dei quartieri periferici catanesi.

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CATANIA -  La Cattedrale è ancora occupata. Gli uomini e le donne dei quartieri periferici della città hanno trascorso la seconda notte all’interno della chiesa. Senza una casa, senza un lavoro ormai sull’orlo della disperazione. Ieri sera Don Barbaro Scionti ha cercato una mediazione con loro, un incontro in Prefettura per valutare tutte le posizioni di disagio.

Ma gli occupanti della chiesa Madre hanno deciso di restare fino a quando verrà un rappresentante dell’Amministrazione a parlare con loro. “Vogliamo avere delle rassicurazioni e una soluzione – dice Aurora, seduta su una panca della Cattedrale – non stiamo mangiando già da due giorni, in chiesa non si può, ma nessuno dei servizi sociali è venuto, nessuno”.

“Siamo disperati e i nostri bimbi, se la situazione resta così, saranno costretti a dormire in chiesa con noi”, aggiunge. Don Barbaro aveva trovato una strada per l’incontro che si sarebbe dovuto tenere stamattina in Prefettura alla presenza del Prefetto Silvana Riccio e Francesco Marano in rappresentanza del sindaco, ma dagli occupanti è arrivato un 2no”. “Francamente non abbiamo accettato l’incontro – continua Aurora – dovevamo lasciare la Cattedrale come condizione, perché? Ci aspettavamo la presenza di Enzo Bianco, dell’assessore ai servizi sociali, per ora, noi siamo e restiamo qui”, spiega la donna.

AGGIORNAMENTO DELLE 18.  Grazie al 118 e all’intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia che sono riusciti ad entrare in Cattedrale, chiusa da stamattina, si è potuto constatare le condizioni fisiche dei due occupanti. “Non avendo più notizie dei nostri amici, lì dentro da quasi un giorno senza poter mangiare nulla – dice una donna  – grazie all’intervento delle ambulanze del 118 dei Vigili del Fuoco e della Polizia abbiamo saputo che stanno bene e, finalmente, hanno potuto mangiare qualcosa. Stanotte dormiremo fuori, qui, davanti alla casa di Dio con i nostri figli, tanto non sappiamo più dove andare e nessuno è venuto a trovarci per sentire le nostre ragioni che ormai gridiamo da tre giorni la chiesa era la nostra ultima speranza, ma nemmeno quella ci ha accolto”.


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