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Santapaola- Ercolano

Il ritorno dell'ex Malpassotu
Le cimici del Ros a Lineri


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Catania, catania rannesi, chaos, malpassotu, Cronaca

Inchiesta Chaos: oggi iniziano gli interrogatori di garanzia.

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CATANIA - Carmelo Rannesi è un mafioso di razza. Ex malpassotu, poi transitato nelle file dei Santapaola, è tornato a piede libero a metà dicembre dello scorso anno. Appena dieci mesi fuori dal carcere e il boss è tornato in gattabuia. Il suo nome compare tra i 30 arresti della retata “Chaos” che ha disarcionato il potere criminale della famiglia Santapaola-Ercolano. Prima di poter respirare di nuovo la libertà a “curare gli affari” ci ha pensato il genero Carmelo Distefano che sarebbe riuscito a diventare un punto di riferimento a Lineri, frazione misterbianchese e da sempre roccaforte di Cosa nostra. Anche se contesa con i Mazzei. Un potere mafioso di cui sarebbe consapevole lo stesso Carmelo Distefano che si confida con il  fratello. Ma il familiare è intercettato quando racconta le confessioni del boss a due picciotti: “Cappello, Carcagnusi, a Lineri, tutti da me vengono”, spiega. E uno dei due interlocutori ammetteva: “Min… ai livelli dei Nizza è diventato!”. Insomma Distefano avrebbe preso il posto del “pensionato”, così è definito nelle conversazioni intercettate il suocero Rannesi.

Altro che mafioso in pensione. Rannesi, coadiuvato dal genero, avrebbe ripreso a pieno titolo il.comando del gruppo di Lineri. L’ex malpassotu è pizzicato e immortalato dalle telecamere del Ros insieme al nuovo reggente di Cosa nostra, Antonio Tomaselli, in diversi summit. Rannesi sarebbe stato anche un alleato prezioso del nuovo boss nella conquista del “trono” di Cosa nostra, visto che Rosario Lombardo (Saro U Rossu, ai tempi ai domiciliari) non vedeva di buon occhio che fosse proprio “Penna Bianca” a gestire “la carta” della cosca.

Il gruppo di Lineri aveva diverse armi a disposizione. Le cimici del Ros registrano Tomaselli e Distefano mentre parlano di una pistola acquistata a 800 euro “da quello di Librino”. Ad un certo punto le microspie captano la voce di Rannesi.

Distefano C: Questa addosso neanche si vede… sempre se c’è qualche problema… perché dipende dove uno deve andare… è sempre buona… me la metto addosso… guarda che c’è qua, ‘mbare. funziona tutta (si sente il rumore del meccanismo di scatto, ndr)

Tomaselli A: Non è glock… fammela provare, è tutta arrugginita

Il boss di Lineri confida al reggente che l’aveva provata il giorno prima, che aveva sette colpi e funzionava bene. In quel momento arriva il suocero Carmelo Rannesi che li raccomanda di stare attenti e di verificare se le armi sono “pulite”. Poi l’ex malpassotu si lamenta del prezzo troppo alto.

Rannesi C: Ne abbiamo noialtri una… precisa così.. vedi che non l’abbiamo comprata tanto. 

Il genero obietta che però è comoda.

Distefano C: Te la metti in tasca… ti piace che devi andare a un appuntamento e non si può mai sapere cu sei spacchi di paesani… non si sanno mai le cose della vita.

Poi però viene fuori la prudenza del mafioso di razza. “Sì, ma non può camminare con la cosa addosso, che a lui lo fermano ogni tanticchia, Melo”, si raccomanda Rannesi.

Le intercettazioni sembrano inequivocabili. Oggi, intanto, inizieranno in carcere gli interrogatori di garanzia dei 30 indagati davanti al Gip Giuliana Sammartino.


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