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L'omicidio del "Vichingo"

Il commento dopo gli spari
"Ha buttato la pistola..."


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Nelle carte dell'inchiesta Chaos possibili collegamenti tra i vertici della famiglia di Palagonia e  l'omicidio del consigliere comunale Marco Leonardo.

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CATANIA - L'indagine del Ros Chaos si incrocia con la giornata di sangue vissuta a Palagonia lo scorso anno. Quando all'interno del bar dove ci fu lo scontro a fuoco tra Marco Leonardo e Francesco Calcagno culminato con l'uccisione del primo primo, il consigliere comunale conosciuto in paese come il "Vichingo". Ma pochi mesi dopo anche il suo assassino morirà in un agguato pianificato alla perfezione. A ucciderlo un licatese, identificato grazie al senso civico di un cittadino che lo ha riconosciuto nei video diffusi dalla Procura di Caltagirone e all'esame del dna. 

Torniamo all'omicidio del Vichingo. Ai collegamenti con i piani alti della mafia calatina che dalle colonne di LiveSicilia erano state ipotizzate e analizzate dopo l'assassinio di Francesco Calcagno di qualche mese fa. Dalle carte della magistratura emerge il nome del boss Alfonso Fiammetta, arrestato nel maxi blitz Kronos, e che sarebbe stato sostituito nel ruolo di vertice dal figlio Gaetano, finito in carcere nella retata di sabato scorso. La morte del Vichingo avrebbe scosso non poco l'esponente della famiglia di Palagonia che durante un colloquio in carcere con moglie e figli, avrebbe raccomandato a Gaetano di dire al figlio di Marco Leonardo di essere molto arrabbiato per quanto accaduto e che soprattuto era vicino a loro. "Che l'ho trovato come un pazzo, che lui è suo fratello", si legge nell'intercettazione.

Un particolare inedito però emerge tra le righe dell'ordinanza del Gip Giuliana Sammartino. Quel giorno nel bar dove è stato ucciso Marco Leonardo sarebbe stato presente "il nano", Sebastiano Vespa, uno dei trenta arrestato nell'operazione Chaos del Ros. Vespa, uomo fidato di Gaetano Fiammetta, avrebbe fatto scomparire la pistola usata dal Vichingo contro Calcagno. In quelle ore di fuoco si susseguono una serie di telefonate ed sms intercettate dal Ros. Il "nano" attraverso l'ex moglie cerca di contattare Gaetano Fiammetta per capire come comportarsi. Ad un certo punto Vespa chiede alla nipote di passargli il telefono riservato: "Vammi a prendere il telefono nero a casa...". Mentre l'ex consorte di Vespa tenta di contattare Fiammetta si sente il figlio parlare con un altro soggetto e dire: "Che ci può fare lui, fammi capire... Metti che c'ero io, che stiamo facendo, uscivo dalla scuola sparano a questi cristiani". La persona non identificata dal Ros commenta: "Ha buttato la pistola la doveva lasciare là...". Nel frattempo l'ex convivente di Vespa riesce a contattare Fiammetta che le da appuntamento "all'autosalone dello zio". L'incontro finisce e l'ex moglie contata Vespa dicendo che lo cercavano anche i carabinieri ma rassicurandolo sul fatto che "Tuo compare mi ha detto va bene, tutto apposto". A quel punto in "nano" avverte che sarebbe andato dai carabinieri in compagnia del suo avvocato perché non aveva "nulla da temere". Fatto confermato dagli accertamenti svolti dal Ros che appurano come il 5 ottobre 2016 I carabinieri di Palagonia avevano segnalato Vespa per favoreggiamento personale e porta abusivo di armi.

In quelle ore di fuoco dopo l'uccisione del consigliere comunale si susseguono telefonate ed sms captati dal Ros. Intercettazioni che forse sono finiti nei faldoni degli  degli inquirenti che stanno lavorando su un possibile legame investigativo tra l'omicidio di Leonardo e quello di Calcagno. Sulla pista della vendetta e quindi sull'ipotesi che qualcuno abbia assoldato Luigi Cassaro per uccidere l'assassino del Vichingo. 


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