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MISURE DI PREVENZIONE

Mafia, la Dia confisca
il tesoro di Rapisarda


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mafia, SEQUESTRO CONFISCA, Cronaca

Sigilli a immobili e conti correnti. In aggiornamento. VIDEO

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CATANIA - Duro colpo alla mafia, la Direzione investigativa antimafia guidata da Renato Panvino sta eseguendo un decreto di confisca, emesso dal Tribunale, nei confronti dell’imprenditore Vincenzo Salvatore Rapisarda.

Sigilli a un patrimonio del valore di un milione e mezzo di euro. Rapisarda è stato arrestato nel 2015, durante il blitz “En Plein”, che coinvolse 16 soggetti ritenuti affiliati al clan “Morabito-Rapisarda” di Paternò. Successivamente, nel gennaio del 2016, Rapisarda è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Catania nell’ambito dell’operazione Vicerè dei carabinieri "per associazione di stampo mafioso - ricostruisce la Dia - e rilevazione di segreti d’ufficio nei confronti di 108 appartenenti al clan mafioso dei Laudani".

Vincenzo Rapisarda “è figlio – scrive la Dia - di Salvatore capo indiscusso dell’omonimo clan mafioso, operante nel comune di Paternò, costituente l’articolazione, per quel territorio, del clan “Laudani” intesi “Mussi i Ficurina”. Fino al 29 giugno del 2015 Rapisarda risulta socio della Rsa Trasporti Srl, dalle risultanze investigative emergono “frequentazioni con soggetti malavitosi nonché la sua vicinanza ad ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso”. Su queste basi la Prefettura di Catania emette un decreto interdittivo a carico di Rapisarda, che dopo l'arresto ha ceduto le quote di due società che si occupano di autotrasporto di merci.

Le indagini patrimoniali e societarie hanno consentito di far emergere come Vincenzo Salvatore Rapisarda abbia, successivamente all’arresto, ceduto le quote di due società operanti nell’attività di autotrasporto di merci per conto terzi a prossimi congiunti, al solo fine di eludere eventuali  misure patrimoniali nei suoi confronti. Tali atti di cessione, ai sensi della normativa antimafia, venivano considerati privi di efficacia e il Tribunale di Catania ha quindi esteso il provvedimento ablativo anche alle quote sociali fittiziamente cedute.

Il provvedimento di confisca interessa una società e quote di partecipazione di aziende operanti nel settore dell’autotrasporto e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 1.500.000 euro.

 

 

 

 


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