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Pellegrino infiamma la "sua" piazza
"San Cristoforo non significa mafia"


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Catania, elezioni regionali 2017, forza italia, riccardo pellegrino

Ringrazia la famiglia e si definisce orgoglioso di essere amico di Carmelo Mazzei. "le colpe dei padri non possono ricadere sui figli".

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CATANIA - Tanto rumore per nulla. E' partita ufficialmente la campagna elettorale di Riccardo Pellegrino, il consigliere comunale di Forza Italia candidato alle Regionali a sostegno di Nello Musumeci, al centro delle polemiche per via delle parentele scottanti e di presunti legami con la mafia, posizione archiviata dalla Procura di Catania Stasera, nonostante gli appelli del candidato presidente, che ha invocato la "pulizia" delle liste, invitando i partiti a operare in tal senso, e le accuse, affatto velate, dell'altro candidato, Claudio Fava, che nei giorni scorsi in conferenza stampa a Palermo, non ha usato giri di parole per definirlo, Pellegrino ha dato il via ufficiale alla sua avventura elettorale.

E lo ha fatto nel cuore di San Cristoforo, quartiere dove vive; di fronte all'oratorio di Santa Maria delle Salette, in una piazza gremita di gente. Nessun imbarazzo, aveva detto a LivesiciliaCatania, e così è stato. Accompagnato da due big del partito, il coordinatore provinciale, Pippo Arcidiacono e il senatore Basilio Catanosno, Pellegrino ha parlato alla sua gente, che lo conosce da sempre, respingendo tutte le accuse, che ha definito "infamanti", e assicurando che i voti che prenderà saranno puliti.

"Sono qui a sottolineare la democrazia - dice. Non accetto che qualcuno possa dare lezione di moralità". Si definisce "orgoglioso figlio del quartiere". "Non mi vergogno di dire che sono di San Cristoforo - continua. Ringrazio Forza Italia che crede nella mia onestà e non ha ceduto alle pressioni su di me, solo perché sono figlio di questo quartiere. In questa campagna elettorale la parola è riscatto - prosegue: basta con il dire che San Cristoforo è mafia". E rivendica la storia della sua famiglia, che lo appoggia, sottolineando che quelle fatte degli altri membri sono scelte; e sottolinea l'amicizia con Carmelo Mazzei, figlio del boss Nuccio.  E la sua fedina pulita. "Lo nomino a voce alta Carmolo Mazzei, - tuona - un uomo che è orgoglio per questo quartiere e io sono orgoglioso di essergli amico. I giornalisti ciarlatani, presenti anche in piazza - sottolinea poi - hanno emesso sentenze a loro piacimento. Io condanno la mafia e i mafiosi. Le colpe dei padri non possono ricadere sui figli".

Pellegrino, a margine della kermesse elettorale, si ferma con i giornalisti, per parlare di Claudio Fava. "Le piazze sono libere - dice - e ognuno può fare quello che vuole. Se Fava vuole fare il suo comizio elettorale, non posso mica ostacolarlo". Pellegrino racconta anche come il partito gli sia stato sempre vicino, a livello nazionale e regionale. "Mi ha aiutato tantissimo il presidente Miccichè e gli uomini del partito".

Della fiducia a Pellegrino, parla anche Arcidiacono.  "La gente lo conosce da tempo - afferma - e non abbiamo voluto candidarlo perché crediamo nelle sue capacità amministrative che ha dimostrato in consiglio comunale. Non vediamo ostacoli di natura giudiziaria - aggiunge - e non volevamo creare intorno a lui condizioni negative. La gente lo vuole e lui dimostrerà con i fatti che può rappresentare un territorio disagiato e che i suoi voti sono puliti. E questo è quello che ha chiesto il partito a Riccardo Pellegrino".

E la gente sembra conoscerlo veramente e volergli bene, come ci spiega Domenico Brigante, cittadino degli Angeli Custodi. "Non so cosa abbia fatto in consiglio comunale - dice: so che quando qualcuno ha un problema chiede aiuto a Riccardo perché sa che se può aiuta tutti. E' un riferimento, e qua non se ne vedono tanti".

 

 


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