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Raia, consuntivo di 9 anni all'Ars
"Lascio perché credo nel turnover"


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Non risparmia critiche al Pd, la deputata regionale uscente. "La sofferenza di molti non va condannata - dice. Ci vuole un gruppo dirigente credibile".

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CATANIA - "Un bilancio positivo che lascia soddisfatti". Concetta Raia, deputato all'Ars negli ultimi nove anni, stamani ha tracciato il consuntivo della sua attività evidenziando il lavoro svolto, quello avviato e quello difficile da portare avanti. "L'ultima conferenza stampa da parlamentare - afferma Raia - sui nove anni di attività che ho svolto nel miglior modo possibile". E i numeri dimostrerebbero un lavoro intenso, con 53 disegni di legge presentati, 46 interrogazioni parlamentari, 4 interpellanze, 29 mozioni, 30 ordini del giorno.

Numeri importanti, nel giorno in cui, ufficialmente Concetta Raia passa il testimone al nuovo candidato Pd dell'area Cgil, Angelo Villari, "compagno di partito e amico di tante battaglie politiche e sindacali", afferma la deputata che si è occupata, tra le altre cose, di agricoltura, di violenza sulle donne, dei fondi per il microcredito alle imprese, "che però non è stato poi finanziato dalla Regione. Purtroppo si è arenato - sottolinea. Non sempre si dà seguito alle leggi approvate", incalza l'ex sindacalista. E' chiaro che si può fare di più, ma non sempre le condizioni sono ideali".

Da qui l'appello alla nuova deputazione che, tra un mese occuperà palazzo dei Normanni di poter portare avanti quanto avviato. "Certo - dice ancora - se ci sarà la stessa sensibilità da parte dei deputati. Io comunque esco con la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro", dice prima di passare il testimone a Villari e di evidenziare il gioco di squadra che l'ha portata a fare un passo indietro. "Credo che l'importante sia vincere - dice - e non chi segna. Non credo sia facile trovare in giro oggi qualcuno disposto a fare un passo indietro: io, dopo 9 anni lascio come atto importante, perché penso che sia necessario fare un turnover nella squadra e nelle istituzioni".

Insomma, dal consuntivo degli ultimi 9 anni all'attuale condizione del Pd il passo è breve: la deputata non nega che anche nel suo partito ci siano i "tornacontist" e chi continua a chiedere qualcosa in cambio e non lesina critiche ai propri compagni di partito dentro e fuori. "In questi giorni - sottolinea - stiamo verificando come la coerenza sia una sconosciuta - incalza. Noi l'avevamo detto che nel PD non si poteva fare come se si fosse di fronte a porte girevoli, entrando e uscendo a proprio piacimento. Mi auguro che la lista sia forte, e che crei le condizioni non solo per vincere la tornata elettorale, ma anche per recuperare un partito che deve ancora crescere.  Noi lottiamo dall'interno, a differenza di tanti".

In molti stanno infatti abbandonando la nave. "Mi auguro che il partito rifletta e accolga l'invito alla riflessione (di Adele Palazzo, ex dirigente del Pd che si è dimessa sbattendo la porta n.d.r.) perché non è nato per imbarcare chiunque; c'è gente che soffre e la sofferenza vera non va condannata. Ma ci vuole un gruppo dirigente credibile, che recuperi il partito, la sua storia, che dia delle regole certe e che sia un punto di riferimento per gli elettori - sottolinea. Ancora oggi, invece, tutto questo non c'è ed è il grosso limite di questo partito, a distanza di 10 anni dalla sua nascita".

Aspetti su cui interviene anche angelo Villari. "Crediamo nella comunità politica nella quale siamo impegnati - afferma il candidato, ex assessore della giunta guidata da Enzo Bianco - e siamo disposti a fare anche un passo indietro, come nel caso di Concetta, un caso unico più che raro. Bisogna - conclude - evitare che questo partito smarrisca le ragioni della sua nascita".


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