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Mafia, narcos e arsenali
Si pente Sebastiano Sardo


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Il nuovo collaboratore di giustizia è imputato in un processo a Messina per droga.

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CATANIA - Si aggiunge un nuovo nome all'esercito dei pentiti catanesi. Questa estate ha deciso di entrare nel programma di protezione Sebastiano Sardo, noto nella malavita con il nomignolo di "Occhiolino". Il nuovo collaboratore si è presentato all'udienza preliminare del processo Doppia Sponda che si svolge al Tribunale di Messina con un nuovo difensore. Cambio doveroso dopo la scelta di campo di collaborare con la giustizia. Sardo è accusato di traffico di stupefacenti. I primi di ottobre dovrà affrontare a Catania un'altra udienza preliminare che lo vede nella lista degli imputati.

Il trentenne è un nome di spicco del narcotraffico della Sicilia Orientale. Dalle inchieste e dai verbali dei pentiti emerge un profilo criminale di spessore. Sardo ha controllato il mercato degli stupefacenti a San Cristoforo, creando anche una propria piazza di spaccio in via Alonzo e Consoli, e inoltre ha rifornito i pusher messinesi e gelesi. Ma non solo. Ha radicati contatti con i fornitori di cocaina. E inoltre potrebbe svelare nascondigli di armi e arsenali. E' un profondo conoscitore degli equilibri della criminalità organizzata catanese e in particolare del clan Cappello-Bonaccorsi.

Leggendo le carte dell'indagine "Wink" condotta dalla Squadra Mobile di Catania è facile definire Sebastiano Sardo come lo "specialista" dello smercio di "erba" dei Cappello. Ma sono soprattutto le sue frequentazioni a far comprendere il suo "pedigree" criminale.

Sebastiano Sardo si incontra spesso con uomini di spessore del clan Cappello Bonaccorsi, come Massimo Salvo, U Carruzzeri e Santo Strano, Facci i Palemmu. Nelle carte dell'operazione Penelope, un'altra delicata operazione della Squadra Mobile che ha decapitato la cupola dei Cappello, c'è un'immagine che attira l'attenzione: Sardo è immortalato mentre si “scambia” un bacio con Catanzaro, U Milanese. Il saluto affettuoso era riservato - hanno evidenziato i pm della Dda - ai personaggi al vertice della consorteria mafiosa. Un altro dettaglio per comprendere il posto di rilievo che Occhiolino occupava all’interno dei Cappello.

Le rivelazioni di Sardo potrebbero portare a blindare processi già in corso, ma anche diventare importanti input investigativi.


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