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Zona industriale e allagamenti
Archiviati tutti gli indagati


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Nessuna responsabilità è stata accertata dalla magistratura, in seguito alla denuncia presentata da Confcommercio.

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CATANIA – Archiviato il procedimento per gli allagamenti della zona industriale. Non ci sono responsabili, dunque, per la mancata manutenzione dei canali limitrofi o che attraversano la zona industriale - Jungetto, Buttaceto, Arci, e che, negli anni, hanno provocato ingenti danni e disagi nella zona sud di Catania. La denuncia è partita da Giovanni Galimberti, rappresentante legale di Confcommercio Catania, lo scorso ottobre 2015, in seguito a un nuovo allagamento: l’associazione chiedeva di accertare le responsabilità della mancata manutenzione dei canali di scolo e dei torrenti, alla base degli allagamenti.

Responsabilità che la magistratura non ha ravvisato nei soggetti indicati nella denuncia: Genio Civile, per la competenza sul canale Junghetto, la Provincia Regionale che ha in gestione la Oasi del Simeto, l’Irsap (ex ASI), il Comune di Catania. Galimberti rappresenta anche come “nella riunione del 13 marzo 2009 presso il Consorzio ASI di Catania, con l'intervento del Genio Civile e del Comune di Catania, erano state evidenziate tali criticità e l'opportunità di utilizzare un residuo di finanziamento europeo per l'ammodernamento delle condotte; in quella sede il rappresentante del Genio Civile – si legge nel decreto di archiviazione - aveva fatto presente di girare l'istanza dell'ASI al proprio ufficio mentre il rappresentante della Provincia Regionale aveva fatto presente che l'ente aveva provveduto ripetutamente per pulire i canali; con successive raccomandate, l'ASI aveva sollecitato la Provincia Regionale, il Genio Civile e il Sindaco di Catania a provvedere, comunicando per conoscenza agli Assessorati Regionali competenti, al Prefetto-Servizio Protezione Civile e all'Associazione degli Industriali di Catania ma nulla era accaduto”. Tanto che, nel 2012, era già stato denunciato questo stato di cose.

Da qui la richiesta alla magistratura, da parte di Confcommercio, di perseguire alcuni soggetti, “delle persone fìsiche, per i reati di omissione e ritardo in atti di ufficio e per eventuali fattispecie colpose”. Che il magistrato non ha riconosciuto, chiedendo l’archiviazione. Alla quale è stata presentata opposizione, presentata da Riccardo Garimberti, rigettata con il provvedimento dell’11 settembre.

Nessuna responsabilità, dunque, è stata accertata in capo ai soggetti tirati in ballo da Confcommercio e regolarmente iscritti, a vario titolo e per il ruolo pubblico che ricoprivano, nel registro degli indagati e difesi, tra gli altri, dagli avvocati Goffredo D’Antona, Nino Caleca, Stefano Rametta e Stefano Santoro. Si tratta di Giuseppe Dimino, Fabrizio Viola, Francesco Petralia e Calogero Paolo Mascellino, che avevano rivestito le funzioni di commissari straordinari del Consorzio di Bonifica n. 9 di Catania dal dicembre 2012 ad oggi; di Dario Montana, Giovanni Spampinato, Luciana Giammanco, Alfonso Cicero, Maria Grazia Brandara e Giuseppe Margiotta, le funzioni di commissari straordinari dell'Irsap dal 14 dicembre 2010 in poi”.

Diversa la posizione del Comune di Catania: "con riferimento a eventuali responsabilità dell'amministrazione comunale - si legge nel decreto - per avere a suo tempo scaricato i reflui fognari del Pantano d'Arci sul canale Buttacelo, non appare processualmente proficuo disporre supplementi d'indagine per l'individuazione dei soggetti da indagare, riguardando fatti ormai risalenti nel tempo e coperti da prescrizione. Sugli altri aspetti (il Comune resta proprietario e obbligato alla custodia e manutenzione delle infrastnitture della ZIC, essendo scaduta la convenzione con TASI), mancano allo stato elementi indicativi di singole condotte penalmente censurabili che rendano necessario un approfondimento investigativo mirato e non puramente esplorativo".

 


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