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La vertenza

Oda, stipendi fermi da due mesi
Lavoratori sul piede di guerra


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lavoratori, oda, opera diocesana assistenza, vertenza, Cronaca

La Uil Fpl ha convocato un'assemblea straordinaria. Nota infuocata del sindacato Usb.

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CATANIA – Sono sull’orlo della disperazione i dipendenti dell’Oda, Opera diocesana assistenza di Catania. I loro stipendi sono fermi da due mesi e le rassicurazioni ormai non bastano più. Ecco perché ieri nella sede della storica fondazione in via Galermo a Catania i lavoratori si sono riuniti in assemblea straordinaria su iniziativa della segreteria territoriale della Uil Fpl e in concerto con il coordinamento aziendale. “Non veniamo messi al corrente di nulla, il nuovo commissario non fa comunicazioni scritte di sorta e questo che ci lascia perplessi” spiegano, “da mesi attendiamo il versamento delle spettanze rimaste pendenti ma non abbiamo alcune notizie in merito”. I dipendenti lamentano dunque una carenza di dialogo con i nuovi vertici dell’ente. E in particolare con il commissario Adolfo Landi, il funzionario nominato dall’arcivescovo Salvatore Gristina dopo la revoca, sempre da parte di Gristina, del vecchio Cda.

La questione sembra dunque rimanere ancora poco chiara. Eppure proprio il 1 agosto si era tenuto un faccia a faccia fra gli Rsu Uil e Landi e in quell’occasione “ci aveva spiegato che entro i primi di settembre avremmo ricevuto quanto meno la mensilità di luglio. Ma questo non è avvenuto e siamo ancora all’oscuro su dove siano finiti i nostri stipendi”.

L’Oda è al centro di un’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Procura di Catania, scattata in seguito all’esposto presentato dagli ex componenti del Cda e dall’Oda. I militari della Guardia di finanza stanno a tutt’oggi analizzando e controllando ogni atto e documento relativo alla gestione dell’Ente.

“Sarà la magistratura a chiarire la vicenda, ma noi ci poniamo altre domande – spiega un’altra lavoratrice – Qui i lavoratori non riescono più a pagare bollette, i mutui e cessione del quinto”. I lavoratori non escludono d’intraprendere azioni eclatanti fra cui un sit-in di protesta.

La vertenza Oda è stata inoltre segnata da una spaccatura fra i sindacati. A puntare il dito contro la nuova governance è l’unione sindacale di base che tramite una nota fa sapere di condividere “lo stato di malessere dei lavoratori dell'Opera Diocesana di assistenza che ad oggi vantano il pagamento delle retribuzioni dei mesi di luglio ed agosto 2017. Si ritorna a situazioni incresciose dopo un periodo di tranquillità nella puntualità delle mensilità. Stà di fatto – prosegue la nota – che i lavoratori sono all'oscuro di tutto, non sanno quando e se riceveranno lo stipendio, se verranno pagate le finanziarie che minacciano di rivalersi sugli operatori nonostante questi hanno già ricevuto la trattenuta”. E ancora evidenziano: “Regna il più assoluto silenzio nonostante la dichiarazione di stato di agitazione comunicato dal sindacato per i mancati pagamenti. L' Unione sindacale di base continuerà a tenere alta l'attenzione sui lavoratori dell'Opera Diocesana di assistenza ed a ricercare tutte le strategie istituzionali legittime e lecite per evitare la crisi economica delle sue famiglie”, conclude il sindacato.

Ma nel corso di una recente telefonata intercorsa fra Corrado Tabbita Siena del sindacato Usb e la prefettura etnea, il vice prefetto avrebbe assicurato che entro pochi giorni gli stipendi, almeno l’arretrato di luglio, sarebbe arrivato per i dipendenti. Per il prossimo 18 settembre, inoltre, è già stata fissata una convocazione all’ufficio del lavoro di Catania.

 

 

 


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