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PACE E INCONTRO TRA I POPOLI

Il Dalai Lama a Taormina
Accorinti: “Evento eccezionale”


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CATANIA - “Per me possono diventare normali cose eccezionali, tanto è vero che portare il Dalai Lama a Taormina è un evento eccezionale”. Esordisce così Renato Accorinti, sindaco di Messina ma presente a Catania per una conferenza stampa fuori porta e fuori zona per un evento che parlerà di “Pace e incontro tra i popoli”. Un incontro con il XIV Dalai Lama che si terrà sabato prossimo al Teatro Antico. Quello di Taormina, però, non sarà l'unico appuntamento in Sicilia, ce ne sono altri due in Sicilia: uno a Messina (il 17 al Teatro Vittorio Emanuele) e l'altro a Palermo (il 18 settembre al Teatro Massimo). Ma la differenza è che mentre gli altri due hanno registrato il sold out, quello a Taormina proprio no. Quindi la presenza di Accorinti a Catania potrebbe essere strategica - oltre che eccezionale - e dovuta al fatto che Taormina sulla carta è senza dubbio parte integrante della provincia di Messina, ma è Catania che la vive e la sente nel cuore. E così Accorinti ha indossato la sua maglietta bordeaux, ha preso la sua macchina amaranto e ha incontrato la stampa per raccontare cosa rappresenta il Dalai Lama. Un incontro a pagamento, sia chiaro, “ma alla portata di tutti: dieci euro per le gradinate e 30 per le prime file. Per un percorso di pace che non è solo immagine ma un percorso reale da fare in un luogo simbolico. Il Teatro Antico di Taormina - ha spiegato Accorinti - è stato costruito 2.500 anni fa con una capienza e una lungimiranza che noi neanche possiamo immaginare. Questo è un posto sacro che mette al centro l'umanità e non la divisione tra le persone. È un luogo dotato di una grande energia e dopo che c'è stato Trump - chiosa - adesso ci passerà il Dalai Lama per purificare ciò che era stato inquinato”.

 

Già, Trump e il G7. Ricordi recenti che fanno il paio con la “bravata” che Accorinti ha “tributato” al presidente Americano proprio al Teatro Antico. “Ma non pensate che per me sia stato facile o perché - ha ammesso il sindaco in trasferta - mi piace andare sulle prime pagine dei giornali. Una settimana prima del G7 il presidente americano aveva venduto 110miliardi di dollari di armi al mondo arabo che certo non li usa per giocare al tiro al piattello ma per sparare a esseri umani. La sua politica all'interno degli Stati Uniti è basata sull'aumento delle spese militari. Vuole mortificare ciò che ha fatto Obama e pure costruire 3.300 km di muro... pensate che da qui a Berlino di chilometri ce ne sono 2.400. A un'ora dal mio gesto 400mila persone sono entrate nel mio telefonino - ha continuato appassionato Accorinti - perché sentivano di poter urlare anche loro, dalla mia sedia, contro Trump. Sono felice di averlo fatto”. I temi di oggi però sono altri e parlano di amore, compassione e altruismo che dovrebbero esaltarsi nella naturalezza dell'uomo, cioè la sua umanità che non è più la sua normalità. “La maggioranza non è più normale” sottolinea Accorinti mentre precisa il perché di un biglietto a pagamento che per vedere il Papa mai è stato chiesto: “Se viene il Papa è lo Stato che paga tutte le spese. Ecco perché è tutto gratis. Per il Dalai Lama non è così. In più il prezzo corrisponde a una specie di autofinanziamento per pagare le spese, se non sbaglio persino quelle del Teatro Antico. Ogni centesimo ricavato verrà devoluto ai bambini tibetani che vivono nel villaggio di Dharamsala, a nord dell'India. Ho visto con i miei occhi le mamme che scappano dal Tibet e i cinesi che le uccidono. Ma se riescono a scappare, a superare l'Himalaya e ad arrivare in India, lasciano i loro bambini in questo centro in cui troveranno cibo, letti e libri”. Perché il loro futuro, come quello di tutti i bambini, passa dalla conoscenza. E mentre i piccoli rimangono a Dharamsala, le mamme tornano in Tibet ad accudire gli anziani.

 

“Gandhi Martin Luther King, Madre Teresa, Papa Francesco hanno tracciato una strada indelebile e il Dalai Lama e uno di loro. Farlo venire qui è un modo per scuotere le coscienze”. Ed è per questo che Accorinti ha pensato a una onorificenza che si intitola “Costruttori di pace, giustizia e non violenza”. Tre concetti connessi e fondamentali per arrivare all'obiettivo. Ma ancora di questa onorificenza nulla si sa. O meglio, si sa che il Consiglio comunale di Messina dovrebbe metterla all'ordine del giorno, cosa che ancora non è stata fatta. Nel frattempo si sono opposti in quattro e lo stesso sindaco ha ammesso che questa targa potrebbe saltare sancendo, così, una brutta figura solenne e stratosferica. Del resto il Renato dello Stretto sta cercando di costruire un ponte di pace, l'unico ponte che è disposto a sostenere ha precisato, e visto che il Dalai Lama atterrerà a Catania venerdì 15 settembre, potrebbe anche riuscirci.

 


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