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Il teatro

Bellini, la scure dei tagli
Stagione e stipendi a rischio


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Circa 3 milioni di euro in meno. Tutti i dettagli. 

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CATANIA – A rischio la stagione artistica 2018 del teatro Massimo Bellini di Catania. Se nulla dovesse cambiare, l’ente lirico si troverà con circa 3 milioni di euro di finanziamenti in meno per il prossimo anno, una condizione che non consentirebbe neppure di coprire gli stipendi dei dipendenti. Si tratta dei feroci tagli previsti dalle nuove direttive regionali che oltre a compromettere il regolare svolgimento delle attività impedirebbero comunque a monte ogni possibilità di programmazione del cartellone delle opere e balletti. La situazione sarebbe insomma sul filo del rasoio, tanto che già nel corso dell’ultima seduta del Cda lo stesso sovrintendente Roberto Grossi avrebbe manifestato la sua preoccupazione ai componenti del Consiglio.

Ma a lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali aziendali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, UilCom, Ugl spettacolo, Fials , Libersind e Snalv che si dicono seriamente preoccupate per le sorti dell'ente Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. “Per il 2018 il teatro dovrà programmare - si legge - sia la stagione lirica che la stagione sinfonica, con 3 milioni in meno dopo le direttive del bilancio della Regione Siciliana”. La riduzione del contributo ordinario scenderebbe infatti a quota 9.549.000. Tutto potrebbe però migliorare se solo “la Regione mettesse in atto un adeguato reintegro del contributo pubblico”, affermano. Se questo non dovesse avvenire “si prospetta l'ineludibile blocco delle attività", avvertono. E sarebbe una corsa contro il tempo. L’intervento dovrebbe infatti essere realizzato in tempi celeri, entro cioè la fine settembre, giacché l’imminente rinnovo dell’assemblea regionale siciliana rischierebbe di far saltare ogni tentativo di salvataggio.

Ecco perché le sigle lanciano un accorato appello alla Regione, affinché “con estrema urgenza rimedio ponga una soluzione alla questione” e anche al sindaco di Catania Enzo Bianco nella sua veste di presidente del cda “di sostenere una delle istituzioni culturali più importanti del territorio e se necessario – proseguono le organizzazioni sindacali – chiederemo di consegnare le chiavi del teatro a chi ha determinato questa lenta agonia. Non permetteremo che a pagare le conseguenze siano i lavoratori e che si chieda solo il loro sacrificio, portando avanti le attività ad ogni costo anche al prezzo di dimezzare il loro stipendio”. 

All’inizio dell’anno l’assessorato regionale al Turismo aveva approvato il piano di finanziamenti destinato ai Teatri e agli enti che godono di finanziamenti pubblici. Nelle casse del teatro “Massimo Bellini” di Catania potrebbero dunque arrivare circa 887.665 mila euro di risorse provenienti dal Furs, il fondo unico regionale per lo spettacolo, che non basterebbero comunque per allestire l’intera stagione di spettacoli. 

“Il nostro per il momento - concludono i sindacati - è solo una richiesta di aiuto prima che sia troppo tardi e onde evitare che il 23 settembre anziché festeggiare il Cigno catanese potremmo ritrovarci a celebrare la chiusura del Teatro Massimo Vincenzo Bellini”. Secondo alcune voci la questione potrebbe arrivare in aula a Palermo già alla fine di settembre. Le speranze dunque non sono del tutto perdute.

 

 


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