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Regionali, il peso dei sindaci
Ecco chi sostengono


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CATANIA - I voti si contano. Ma ci sono anche quelli che si pesano. Questi ultimi sono sicuramente quelli dei sindaci dell’area Etna. La corsa ai primi cittadini, che siano in carica o ex di lusso, è una delle cifre delle prossime Regionali. Averli in dote può significare tanto, soprattutto in epoca post ideologica, dove il governo dei territori può rappresentare l’ultimo criterio di certificazione della qualità politica. Per quanto ancora provvisoria, è una conta che investe interi partiti, come anche i i singoli campioni di preferenze locali. Da destra a sinistra, indistintamente. A partire dalla Lega, che sui primi cittadini ci vede doppio. La scelta di mettere in lista il sindaco di Motta, Anastasio Carrà, con il sostegno esterno dell’analogo di Aci Castello, Filippo Drago, può valere addirittura due seggi: uno all’Ars e l’altro a Roma.

Sui sindaci punta tantissimo anche il leader di Sicilia Futura, Nicola D’Agostino. E non solo perché nella sua scuderia può contare pezzi pregiati quali il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo. Sono i candidati in lista a far valere il peso dei singoli campanili. Da San Giovanni la Punta arriva un grande ex, Andrea Messina. Tanto forte da gestire senza traumi anche la sua successione con l’operazione Nino Bellia e una consulenza speciale che lo relega al ruolo di sindaco ombra. Da Maniace arriva, invece, Salvatore Pinzone: che oggi tenta il salto alla Regione, dopo due mandati consecutivi e la consolazione della presidenza del consiglio comunale. Tra le quote rosa, spunta l’ex prima cittadina di Tremestieri, Ketty Rapisarda Basile. Ma in lista c’è anche Serafina Perra, che se sindaco non è, lo è invece il marito: Giuseppe Intelisano, primo cittadino a Calatabiano.

Il dem Anthony Barbagallo tenta la riconferma a partire dalla già rodata rete di primi cittadini che gli fa da scudo. E non poteva essere diversamente per chi, prima ancora di compiere 40 anni, era stato già due volte sindaco a Pedara. Fra i main sponsor: il successore, Antonio Fallica; il sindaco di Bronte, Graziano Calanna; l’analogo di Trecastagni, nonché cugino, Giovanni Barbagallo: uno dei volti storici del cattolicesimo democratico etneo; Francesco Leonardi, Viagrande; Totò Mastroianni di  Santa Maria di Licodia; Ignazio Puglisi, Piedimonte. Pare in zona Barbagallo anche la new entry Nino Naso, sindaco di Paternò.

Anche un altro dem di peso, Luca Sammartino, costruisce la riconferma a partire dai sindaci. La sua è una squadra ormai consolidata: Giovanni Leonardi, Mascalucia; Santi Rando, Tremestieri; Carmelo Corsaro, San Gregorio. Benché eletto da una coalizione trasversale, ai sammartiniani va aggiunto anche il neo primo cittadino di Sant’Agata li Battiati, Marco Rubino.

Sempre in zona centrosinistra, Alessandro Porto tenta l’ingresso a Palazzo dei Normanni con la benedizione sobria del sindaco di Catania Enzo Bianco; ma anche con quella del primo cittadino di Giarre, il civico Angelo D’Anna. Pippo Glorioso di Biancavilla è storicamente vicino, invece, al cigiellino Angelo Villari; così come Santo Caruso di Aci Sant'Antonio. Pare voglia tenersi le mani libere l’appena riconfermato sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo.

Guardando al centrodestra, invece, anche il musumeciano doc Gino Ioppolo, stando esclusivamente alle candidature all’Ars, non ha intenzione di offrire sostegni ufficiali. Destino differente per Carlo Caputo di Belpasso, che dopo l’intesa referendaria con i liberal di Enzo Bianco, sosterrà il suo ex vice Giuseppe Zitelli in Diventerà Bellissima. Un’opzione in odor di territorio, ma che vale già quanto una sfida a chi ce l’ha più lunga da disputare con il forzista Alfio Papale, ovvero l’ex sindaco del comune etneo. Tuttavia, le dita di una mano sono fin troppe per contare i sindaci contigui alla destra in provincia. Fra questi, gli appena eletti Nello Oliveri di Aci Catena e Salvatore Puglisi di Linguaglossa. Escluso il sostegno a Musumeci presidente, non è dato sapere però su quale candidato Ars si spenderanno. Da verificare, invece, se Filippo Privitera di Camporotondo sarà tra quelli che sosterrà la possibile candidatura dell'autonomista Giuseppe Lombardo.

Tra i popolari dell’ex Ncd, c’è che i sindaci di Gravina e Adrano, Mimmo Rapisarda e Pippo Ferrante, aspettano l’indicazione finale per sapere se sostenere Nuccio Condorelli o Giovanni La Magna. Da chi? Dall’ex sindaco di Bronte, Pino Firrarello. Sempre per restare in tema. Nulla toglie che nel frattempo Giovanni La Via possa telefonare allo storico amico, oggi sindaco di Nicolosi, Angelo Pulvirenti. O mandare un messaggio a Ramacca all'attenzione di Pippo Limoli: un modo come un altro per approfondire i termini dell'intesa su Fabrizio Micari presidente.

 

 


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