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verso le regionali

Pellegrino, accuse e voti
Il caso scuote il centrodestra


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Catania, diventerà bellissima, elezioni regionali, forza italia, riccardo pellegrino

Per Forza Italia potrebbero non esserci motivi per stoppare la candidatura.

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CATANIA - Una riunione con i propri avvocati e il taglio del nastro del comitato elettorale. Passa al contrattacco il consigliere Pellegrino, ancora candidato alle prossime elezioni regionali del 5 novembre nonostante il probabile - ma ancora non ufficializzato - veto da parte del suo partito, Forza Italia. Dove pare sia scoppiato un caso nel caso, dopo le esternazioni di Nello Musumeci sull'incandidabilità di chi non rispetta il protocollo della commissione parlamentare antimafia. Tra cui potrebbe esserci Pellegrino, per via delle sue parentele. Una posizione che non sembra la stessa degli esponenti azzurri che starebbero ancora valutando se stoppare la candidatura del consigliere comunale, alla luce soprattutto del fatto che lo stesso risulti incensurato. Insomma, per Forza Italia quella di Pellegrino potrebbe essere una candidatura legittima.

Insomma, il niet proverrebbe direttamente dalle file di Diventerà Bellissima. Nonostante alcuni esponenti del movimento dell'ex presidente della Provincia abbiano, in passato, accolto la candidatura del consigliere comunale, accompagnandolo durante la campagna tra le vie di San Cristoforo, quartiere dove Pellegrino è stato eletto consigliere, proma di approdare a Palazzo degli elefanti. Tra questi, l'ex sindaco Stancanelli, oggi fedelissimo di Musumeci, ma nel 2008 al fianco di Pellegrino (nella foto sotto un momento della campagna elettorale).

Da sinistra Stancanelli, Pellegrino e Carmelo Mazzei, figlio incensurato del boss Nuccio



"Stancanelli non può dimenticarsi che era con me a San Cristoforo - afferma, prima di annunciare una conferenza stampa per la prossima settimana, la cui data sarà decisa solo dopo l'incontro coi i propri legali, oggi pomeriggio. Capiremo come comportarci - continua, forse in riferimento alle presunte pendenze a carico di Musumeci, di cui ha parlato ieri. In quell'occasione, pretenderò che al mio fianco ci siano i vertici del partito in cui milito da sempre. Gli avvocati avranno modo di spiegare le mie parentele, che comunque elencherò io stesso alla presentazione delle liste, anche se non sono obbligato".

"Mi dispiace essere tirato in ballo - commenta l'ex sindaco, ritratto nella foto, insieme a  Riccardo Pellegrino e Carmelo Mazzei, figlio incensurato del boss Nuccio. Ero alle Salette durante la campagna elettorale, con un gruppo di giovani che frequentano la parrocchia - continua Stancanelli. Conosco Riccardo Pellegrino perché è stato  candidato, non posso negarlo e devo evidenziare come non sia stato messo il veto sul nessuno. E' stato un accordo raggiunto all'interno della coalizione - spiega: applicare il codice antimafia per come modificato in sede di riunione di coalizione. Questa foto è datata - conclude - e potrebbe essere stata scattata in qualsiasi momento che ho passato in parrocchia".

Pellegrino va avanti, al momento, dunque. Con la consapevolezza, forse, che difficilmente gli alleati potranno rinunciare ai suoi voti che, alle comunali del 2013, sono stati poco più di 1.100 ma che alle regionali potrebbero essere molti di più, raccolti in provincia dove il consigliere ha caf e patronati.


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