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INCHIESTA BETA

Romeo, il "manager" della mafia
La rete criminale dei Santapaola

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Per il Gip di Messina è il "rappresentante della nuova mafia".

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CATANIA - Al posto dei “padrini” ai vertici del clan ormai vi sarebbero i “manager” della mafia capaci di intrattenere contatti di alto rango a livello industriale, politico, istituzionale e anche criminale.Dagli atti dell'inchiesta Beta coordinata dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita e dai sostituti Maria Pellegrino Liliana Todaro e Antonio Carchietti viene fuori il nuovo profilo del boss, che non userebbe più la lupara per chiudere affari illegali ma operazioni finanziarie, riciclaggio e speculazioni. A capo della costola messinese dei Santapaola gli investigatori inseriscono Vincenzo Romeo, nipote di Nitto Santapaola, e figlio di quello “Zu Ciccio” di cui parla in un verbale il pentito Santo La Causa, ex reggente di Cosa nostra catanese. Il Gip sulla figura di Romeo scrive: “A lui può intestarsi il titolo di rappresentante della nuova mafia”.

Vincenzo Romeo sarebbe stato in grado di creare una vasta rete criminale che gli avrebbe permesso di concludere importanti affari (illegali): dall’aggiudicazione di concessioni in materia di gioco e scommesse (“un affare dai profitti illimitati e rischi bassi”). E nella sua lista ci conoscenze vi sarebbero boss catanesi, i calabresi delle ‘ndrine, i pugliesi della Sacra Corona Unita e anche i criminali messinesi. Fuori dal mondo malavitoso l'indagato chiave dell'inchiesta (a cui è dedicata un ampio speciale sul Mensile S in edicola) avrebbe potuto contare su “professionisti disposti ad elaborare strategie per assicurare il proficuo ed anonimo reinvestimento" e una “rete di informatori e fiancheggiatori anche presso il palazzo di giustizia e le forze dell’ordine”.

A raccontare il carisma criminale del "manager" di Cosa nostra è Stefano Barbera. Ci sono diverse intercettazioni che lo riguardano, ma una in particolare del 2014 fotografa il profilo di Romeo. “La madre è Santapaola… la sorella di Nitto… il padre… il padre di lui ha avuto il 41 bis. Perchè lui li fa mettere a tutti d’accordo… lei deve considerare che lui - afferma Barbera quasi con orgoglio - è molto… è giovanissimo ma è molto rispettato dai calabresi”.


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