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L'ANALISI

Nuovi equilibri per le provinciali
I catanesi scaldano i motori


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ars, Catania, ex province, Politica

Con il ritorno del voto diretto vacilla anche la poltrona di Enzo Bianco alla Città metropolitana.

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CATANIA – Una pioggia di reazioni inevitabili. Il pasticcio rappresentato dall'abolizione delle province, e i rattoppi successivi, hanno avuto e continuano ad avere effetto sugli equilibri politici. E Catania non fa eccezione. “Inutile perdita di tempo e inutile confusione che getta discredito sulle istituzioni”. Il sindaco Bianco non usa mezzi termini per definire quanto votato all’Ars, prima della pausa estiva, che dovrebbe – il condizionale resta obbligatorio – riportare il voto diretto nelle assemblee di Città metropolitane e Liberi consorzi, e per il presidente, riproponendo di fatto quasi identico il vecchio sistema delle Province che la legge Delrio ha abolito. Eliminando contestualmente la figura del “supersindaco”. Che, nel caso di Enzo Bianco, manifesta tutto il proprio disappunto con una nota dal tono non certo neutrale, per quanto stabilito dal parlamento regionale: in attesa dell’elezione diretta degli organi politici, alla guida di Liberi consorzi e Città metropolitane torneranno i commissari regionali. Inaccettabile per il primo cittadino di Catania, che infatti grida all’illegittimità costituzionale, ipotesi che pare, però, non reggere.

Ma sono anche altri gli scenari aperti dal ritorno dell’elezione diretta degli organi delle ex province, scenari importanti a pochi mesi dal voto regionali. Se non altro perché il voto restituito ai cittadini – precedentemente l’elezione era di secondo grado – riporta pepe nella competizione per la conquista di palazzo d’Orleans, dando la possibilità agli aspiranti candidati, di poter contare su nuove poltrone, utili per rafforzare le liste a sostegno dell’uno e dell’altro schieramento. Una sorta di premio – o di risarcimento – a chi arriverà secondo o terzo. I venti posti in meno all’Ars, che tante strategie hanno innescato anche tra i big, non più certi di arrivare a conquistare un seggio, sono dunque in qualche modo recuperati all’interno degli enti territoriali intermedi.

Aspetto di cui dovrebbe tener conto il sindaco Bianco, se l’intenzione resta quella di ricandidarsi a Catania: a volere il ritorno degli organi intermedi sono stati infatti, tra gli altri, grandi alleati del primo cittadino etneo, l’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo e Valeria Sudano, entrambi del Pd ma in correnti differenti. Anche Sicilia futura, gruppo che ha gestito in prima commissione la proposta di legge, e che ha appena fatto ingresso nella giunta di Enzo Bianco con il neo assessore ai Lavori pubblici, Michele Giorgianni, con il capogruppo a Palazzo degli Elefanti, Carmelo Coppolino, aveva espresso una posizione netta a favore del ritorno al voto.

D’altronde, i consigli delle assemblee di Città metropolitane e Liberi consorzi sarebbero un luogo in cui potrebbero convergere i “trombati”. Da trenta a trentasei sedie comode e utili ad aumentare il consenso e le aspettative. Anche se l’incarico è a titolo gratuito, almeno per quanto riguarda le assemblee, me con rimborsi e contributi versati. “I componenti del Consiglio del libero Consorzio comunale del Consiglio metropolitano – si legge nella norma - esercitano le loro funzioni a titolo gratuito. Restano a carico dei rispettivi enti di area vasta, oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori relative ai permessi retribuiti agli oneri previdenziali assistenziali ed assicurativi previsti dalla normativa vigente”.

La pletora degli aspiranti candidati etnei, potrebbe insomma avere uno slancio in più in una campagna elettorale, propria o a favore di qualcun altro, a oggi fin troppo prudente, data l’assenza dei candidati delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Considerato proprio il ritorno dei consigli provinciali e del presidente, altra figura utilissima a rafforzare i legami elettorali. Potrebbe infatti, in caso di vittoria alle regionali, andare “in dote” al miglior alleato.

 


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