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l'intervista

Sinistra italiana, appello all'unità
Apertura a Caserta-Arcidiacono


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amministrative, Catania, regionali, sinistra italiana, Politica

Cambia la semantica delle forze della gauche italiana che vuole rientrare nelle istituzioni. " La stagione dell'isolamento è finita" - afferma il segretario Grasso.

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CATANIA – Unità a sinistra. È l’appello lanciato dal segretario di Sinistra italiana, Salvo Grasso, per le prossime regionali. Una novità, in epoca recente, la volontà di sintesi tra le numerose esperienze radicali, che sembra il primo segno di un ricambio generazionale, a sinistra della sinistra. Troppo urgente la necessità di tornare a interpretare i sentimenti e le istanze di una parte di elettorato che non si rispecchia nel Pd; troppo importante la sfida rappresentata dalle prossime regionali, per non tentare di sfondare la soglia dello sbarramento, e attestarsi come presenza all’interno delle istituzioni.

Grasso, questo concetto, lo ribadisce ampiamente, non solo in occasione dell’incontro al Sal, che ha visto l’avvio di un ragionamento tra le forze di sinistra, per preparare una lista che possa eleggere qualche rappresentante in seno all’Ars. “La linea che stiamo tentando di portare avanti – spiega – è volta a valorizzare le esperienze civiche che hanno dimostrato di avere quella forza propulsiva nei territori”. Quanto accaduto a Palagonia e Scordia, è esempio di quanto il civismo possa trainare consenso. Da qui l’appello di Si a “Trovare punti che ci uniscano anziché dividerci – sottolinea Grasso - ed essere programmatici e propositivi. Bisogna pensare più al risultato. Togliamo gli steccati ideologici – continua - sediamoci intorno a un tavolo e vediamo i punti che ci uniscono”.

Un’unione necessaria per rompere l'isolamento della sinistra radicale in Sicilia, “si può fare - prosegue - costruendo insieme alle liste civiche che hanno valori comuni una lista che punti non a superare il 5% ma che guardi a un governo regionale”.

Unità a sinistra ma che sia concreta, “che vada a ripescare – dice il segretario – quel popolo che, in questi anni, ha deciso di astenersi o di votare altro. Bene l’unità ma questa - precisa Grasso - deve portare a risolvere i problemi quotidiani con cui la gente si scontra: dalla disoccupazione, per cui serve una netta discontinuità con il governo degli ultimi anni, alle tematiche proprie della storia della sinistra. Non ci interessano le etichette, se Sinistra italiana o Articolo 1. Quello che è importante p portare avanti le istanze dei lavoratori, del mondo dell’agricoltura. Insomma – sottolinea – le istanze della sinistra”.

Parole che rinnovano la semantica delle forze della gauche in salsa italiana che, nel recente passato, hanno fatto fatica a restare a galla nello scenario politico, e che suonano in controtendenza con le tendenze autoescludenti di chi non si riconosce nel Pd ma, a oggi, non è riuscito a creare un'alternativa rappresentata nelle istituzioni. Complice l’ondata grillina, la lunga crisi dei democratici e le divisioni nel centrodestra, scenario che potrebbe aprire nuovi spiragli. Con la spinta delle esperienze civiche, “quelle che permettono a chi fa politica sul territorio - spiega Grasso - ma non si riconoscono in alcun partito, potremo portare le istanze dei cittadini, all’interno di un’Assemblea regionale ormai sorda ai problemi quotidiano della gente, e di una serie di classi sociali che non hanno riferimenti nelle istituzioni regionali”.

Da Catania, dunque, parte la richiesta di un tavolo permanente che aggreghi le forze della sinistra e attivi un confronto tra le varie anime, che possa sfociare in un movimento unitario da idee comuni. “Che non siano quelle dello 0,0 per cento – ribadisce Grasso. Non è il caso di restare isolati. E' finita quella stagione lì – afferma ancora: se per qualcuno le cose non stanno così, è libero di proseguire per la sua strada, si assumerà le proprie responsabilità, noi, come Sinistra italiana, puntiamo ad altro”.

Anche a Catania dove, sebbene tra poco meno di un anno, si giocherà una partita elettorale che nulla ha da invidiare alla competizione regionale, e dove la sinistra extra Pd è rimasta relegata fuori dal Palazzo, nonostante nel 2013 abbia espresso un candidato sindaco, Matteo Iannitti di Catania bene comune, oggi tra i leader dell’opposizione extraconsiliare, e vicino al duo Caserta-Arcidiacono, che stanno già lavorando per la creazione di un movimento ampio in chiave anti Bianco, che sembra riscuotere parecchie simpatie.

“Devo dire che, per quanto riguarda le amministrative catanesi – afferma Grasso – guardiamo con favore a quanto avviato dal professore Maurizio Caserta e dal vicepresidente Sebastiano Arcidiacono, così come l’esperienza di Catania bene Comune e di Matteo Iannitti. Passate le elezioni regionali – continua – se si manterrà il tavolo permanente nato al Sal, penso che si potrebbe avviare un ragionamento anche per Catania città”.

Non importa la provenienza, né di Caserta, vicino all’ex sindaco Raffaele Stancanelli, di cui ha curato gli Stati generali, né di Arcidiacono, ex assessore dello stesso primo cittadino ed ex esponente del Mpa di area leanziana. “Noi crediamo che l’esperienza amministrativa dell’amministrazione Stancanelli sia stata una sciagura per Catania. È a nche vero, però - sottolinea - che non possiamo fare le analisi del sangue alla gente: quello che conta sono ii programmi e la credibilità che si gode nei confronti dei cittadini. Bisogna stravolgere l’idea che la sinistra debba stare all’opposizione. Bisogna puntare al governo delle città - conclude - entrando nei problemi reali che attanagliano le nostre realtà”.

 

 


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