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L'amministrazione corre ai ripari
Nuova convocazione su statuto Amt


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amt, Catania, Politica, statuto, Politica

Dopo la seduta flop di ieri, nuova chiamata dei consiglieri per domani, nonostante la seduta di prosecuzione di stasera.

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CATANIA - Una nuova convocazione per mercoledì 9, alle 19.30. All'ordine del giorno ancora la modifica dello statuto dell'Amt, lo stesso della seduta di ieri sera, incardinata ma naufragata per mancanza del numero legale. Nonostante l'argomento sia riproposto nella seduta di prosecuzione prevista per stasera, l'amministrazione, forse per paura di non riuscire a portare a casa l'atto - nonostante in seconda convocazione i voti sufficienti per validare l'adunanza siano 18 e non 23 - ha convocato nuovamente il senato cittadino per dopodomani.

La nota inviata dalla presidente del consiglio, Francesca Raciti, è datata 8 agosto. Anche in questo caso, come già nella convocazione per il 7 agosto, l'amministrazione ha deciso di applicare la procedura di urgenza. Una scelta contestata sin dal primo momento da molti esponenti dell'aula. "La ragione di questo comportamento è una sola - afferma il consigliere Niccolò Notarbartolo, esponente del Pd in Consiglio - il presidente Carlo Lungaro è arrivato a fine mandato e il suo incarico non può essere rinnovato. Il sindaco - continua l'esponente politico - evidentemente non ha classe dirigente all'interno della quale scegliere e sta cercando in tutti i modi di procedere con la modifica statutaria, per semplificare la nomina del cda e chiudere qualche accordo politico".

La questione dei requisiti, sollevata lo scorso anno dopo la nomina come presidente di Puccio La Rosa, l'ex consigliere comunale nominato in quota Articolo 4 e poi dimessosi, sarebbe tra le fondanti del nuovo statuto. Secondo i rumors, proprio per permettere a La Rosa di tornare. "Ma lo statuto non risolve i problemi dell'Amt - afferma ancora Notarbartolo: occorre allargare l'oggetto sociale e fare uscire la politica dall'azienda".

La scelta della futura governance non è l'unico argomento importante secondo Notarbartolo che, ad esempio, in uno degli emendamenti presentati, evidenza la volontà dell'amministrazione di spostare la sede territoriale dell'azienda. "Quanto previsto - dice - smaschera la linea politica dell'amministrazione. Non si spiega afferma la ragione per la quale l'Azienda metropolitana trasporti di Catania debba spostare la propria sede al di fuori dei comuni della Città metropolitana, all'interno dei quali offrire i propri servizi - scrive il consigliere. L'inserimento di questa previsione, assieme alla possibilità di spostare il luogo delle decisioni di governo fuori da Catania - prosegue - trova la sua unica giustificazione nella volontà di vendere pacchetti azionari a soggetti che non operano sul territorio. Benché aprioristicamente non sia contrario se così fosse tale atto non potrebbe essere definito subdolo in questo modo si introduce la volontà di spostare questa opzione politica, quella della vendita delle quote - conclude - senza aver affrontato un dibattito pubblico aperto trasparente come dovrebbe essere".

Infine, le altre partecipate. Le modifiche imposte dalla Legge Madia sono da applicare a tutte le aziende partecipate. "Ogni partecipata necessita del nuovo statuto - sottolinea Notarbartolo - ma si parla solo di Amt, anche se Sostare, ad esempio, il nuovo statuto lo ha già pronto. Come sempre però, a Catania i processi sono lenti, salvo poi avere un'accelerazione, dovuta ai calcoli errati dell'amministrazione".


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