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il troncone abbreviato

I Ceusi, l'usura, il processo
Condannati i tre imputati


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Catania, catania nero infinito, piacenti nero infinito, Cronaca

L'inchiesta è scattata dopo le denunce di Antonio Chiaramonte. Pene ridotte rispetto al primo grado.

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CATANIA - Condanna confermata ma pena rideterminata per i tre imputati dello stralcio abbreviato del processo scaturito dall'inchiesta Nero Infinito, che aveva fatto luce su un giro di usura ed estorsioni ai danni dell'imprenditore catanese Antonio Chiaramonte. In primo grado ci sarebbe stato un errore di calcolo sulla determinazione della pena visto i tre imputati, Rosario Piacenti, la madre Salvatrice Viola e Massimiliano Piacenti, erano stati ammessi al rito abbreviato. La Corte d'Appello ha ridotto quindi le pene (come aveva anche chiesto il Pg) inflitte ai tre imputati, legati a stretto giro al clan dei "Ceusi" Picanello. Rosario Piacenti è stato condannato a 4 anni e 4 mesi e 1200 euro di multa, Massimiliano Piacenti a due anni e due mesi e 533 euro di multa e Salvatrice Viola a due anni e otto mesi e 800 euro di multa. Ridotta a 5 anni per Rosario Piacenti anche l'interdizione dai pubblici uffici. Confermata la provvisionale per il risarcimento danni nei confronti delle parti civili: 80 mila euro in favore di Chiaramonte e 20 mila euro per l'Associazione Antiracket e Antiusura Etnea. Soddisfatti gli avvocati del collegio difensivo composta dagli avvocati Maurizio Abbascià, Lina Biancoviso, Salvo Pace e Andrea Marchisello. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni.

Questo è solo il primo troncone del processo, perché si sta svolgendo davanti al Tribunale di Catania lo stralcio ordinario che vede imputati affiliati (ed ex affiliati) del clan dei Carcagnusi, tra cui il capomafia Nuccio Mazzei. A settembre è prevista la requisitoria del pm Rocco Liguori. 

L'inchiesta "Nero Infinito" è scattata dopo la decisione di Antonio Chiaramonte, imprenditore e produttore cinematografico, di raccontare alla Squadra Mobile l'incubo che stava vivendo da quasi un decennio. Intrappolato dal prestito usuraio chiesto ai Ceusi e nella morsa del pizzo con i Carcagnusi. Un doppio cappio che lo stava soffocando.

 


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