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Mafia, armi e spaccio
Clan Brunetto alla sbarra


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Tra gli imputati Carmelo Pietro Olivieri e Salvatore Brunetto. LA GALLERY

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CATANIA. Clan Brunetto alla sbarra per associazione mafiosa, rapina, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi. Si aprirà ufficialmente il 21 settembre l'udienza preliminare per 16 dei 23 indagati dell'inchiesta Kallipolis, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania e sfociata nel dicembre dello scorso anno nell'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 presunti affiliati al clan, operante principalmente nella fascia ionica compresa tra Giarre e Fiumefreddo di Sicilia. L'assenza del giudice naturale, il gup di Catania Daniela Monaco Crea, ha fatto slittare l'apertura del processo. Il sostituto, il giudice Oscar Biondi, ha raccolto però le indicazioni di massima degli imputati nella scelta di eventuali riti alternativi.

Rito abbreviato per i due nomi di spicco: Carmelo Pietro Olivieri, più noto come Carmeluccio, e Salvatore Brunetto. Entrambi strettamente legati al boss Paolo Brunetto, deceduto nell'estate del 2013. Il primo è ritenuto dagli inquirenti il suo successore al vertice del clan, il secondo è il fratello. Quasi certamente opterà per lo stesso rito anche Pietro Galasso.

Nessun rito alternativo invece per Giuseppe Calandrino, Alfio Di Grazia, considerato il vice di Olivieri, e Luca Daniele Zappalà, ritenuto il cassiere del clan. Alfio Patanè avanzerà, invece, richiesta di abbreviato condizionato alla trascrizione di alcune intercettazioni ed in subordine opterà per il rito ordinario. Puntano alla richiesta di applicazione pena Valerio Di Stefano, Luciano Liuzzo, che avrebbe già raggiunto un accordo con pubblico ministero, e Paolo Marino.

Hanno preso tempo, invece, Vito Fazio, Leonardo Fresta, Francesco Pace, Paolo Patanè, Alessandro Siligato ed Alfio Fresta. Entro la fine del mese metteranno nero su bianco le proprie richieste. Tutte indicazioni di massima che verranno formalizzate il 21 settembre davanti al giudice naturale.

 


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