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Centro direzionale Cibali

Di Salvo: "Accordo per rigenerare"
Ma sul cemento è polemica


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Agatino Lanzafame, Catania, Centro direzionale Cibali, Salvo di Salvo, Sebastiano Anastasi, Cronaca

L'assessore spiega quanto approvato in Giunta. Ma si alzano le proteste e le proposte di alcuni consiglieri, nati e cresciuti nel quartiere.

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CATANIA – “Era già previsto dal piano Piccinato e ora, avrà minore cubatura”. È quanto afferma l’assessore all’Urbanistica Salvo Di Salvo in riferimento al Centro Direzionale di Cibali intorno al quale, negli ultimi giorni, è nata una vivace polemica scatenata da una nota di Catania bene Comune. Un progetto che prevede la realizzazione di palazzi, botteghe, strade e altro ancora nell’area sciarosa di circa 17,4 ettari, compresa tra via Sabato Martelli Castaldi e via Nazario Sauro, nel quartiere di Cibali, e sul quale la giunta comunale ha recentemente siglato un protocollo approvando un atto di indirizzo politico, in variante al Prg, sul quale poi dovrà esprimersi il Consiglio comunale.

“Il progetto era previsto nel Piano Regolatore attualmente in vigore a Catania, ovvero quello di Piccinato del 1969 – afferma Di Salvo che spiega in cosa consista quanto approvato in Giunta. “Il Consorzio Centro direzionale Cibali, che fa capo alla Banca d’Italia, è titolare di quest'area per la quale, era previsto un centro direzionale con volumetria destinata alla residenza e ad altro mix di funzioni. In giunta è arrivata la proposta di ridurre del 50% la volumetria prevista nel Prg – continua l’assessore – e noi l’abbiamo accolta. Prevede anche la cessione del 50% della terreno al patrimonio dell'Ente per realizzare un parco che sarà gestito e manutenuto dal Consorzio”.

Di Salvo spiega come quest'area “sarà destinata a polo universitario e ad altre strutture sociali, comunque di interesse pubblico” e come “l'intervento di residenziale sia molto ridotto”. Ed è qui che si inserisce la variante. “La parte non conforme a quanto contenuto nel Piano Regolatore deve andare in Consiglio come variante – afferma l’assessore - quella conforme invece non ha bisogno dell'approvazione dell'aula. In Giunta – continua . abbiamo proceduto alla sottoscrizione di un protocollo con il Consorzio proprio per fare del Centro direzionale anche un intervento di rifunzionalizzazione di tutta l'area con la riduzione del 50% della volumetria”.

Un progetto che però non sembra piacere a chi il quartiere lo conosce bene. Come Sebastiano Anastasi – consigliere comunale di Grande Catania, cifalota ed ex presidente del consiglio di quartiere. Secondo Anastasi, infatti, il Prg di Piccinato rappresentava una realtà ormai superata, quella degli anni Sessanta che il progetto rispecchiava. Per questo interviene evidenziando come una zona come quella di Cibali non abbia bisogno di nuovo cemento, quanto piuttosto di essere armonizzata il centro storico di cui di fatto è una costola. “Il quartiere è stato fortemente danneggiato proprio negli anni Sessanta – afferma - quando di fatto sono sparite molte delle testimonianze storiche di un’area ricca, di reperti e di fonti di acqua, tanto da assumere il nome, coniato dai greci, di testa dell’acqua. Occorre quindi valorizzare il tessuto storico-artistico dell'area - continua Anastasi - e non certo realizzare case e palazzi”.

Sul progetto interviene anche Agatino Lanzafame, esponente del Consiglio comunale, nato anche lui a Cibali ed ex consigliere della circoscrizione. “"La riqualificazione e la valorizzazione dell'area dell'ex centro direzionale di Cibali é un tema centrale per lo sviluppo del quartiere - afferma. Di certo, peró, questa non puó essere realizzata con colate di cemento ed interventi aggressivi di urbanizzazione. Su questo punto in consiglio comunale saremo intransigenti - continua l'esponente di Catania futura: la zona ha bisogno di infrastrutture (penso innanzitutto al completamento della viabilitá), di verde fruibile, di servizi. Siamo disponibili a discutere - pubblicamente e insieme a tutta la cittá - di un progetto che vada in questa direzione. Diversamente - conclude - se la proposta sará quella della realizzazione di ingombranti palazzi da 12 piani (di cui il quartiere non sente affatto il bisogno) siamo pronti a fare le barricate".

 

 

 


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