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la nota di Cgil e Uil

Ospedale San Marco, i sindacati:
"Far ripartire subito i lavori"


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ospedale san marco catania, tecnis, Economia

L'appello alla consortile San Marco (gruppo Tecnis).

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CATANIA - È necessario che la Consortile San Marco (gruppo Tecnis) si assuma l'impegno di fare ripartire a pieno regime e da subito i lavori per l'ospedale San Marco. I lavoratori ed i fornitori, che hanno continuato a lavorare nonostante le note difficoltà finanziarie , devono essere messi nelle condizioni di potere operare per il completamento dell'opera di cui tutta la Città, e soprattutto gli abitanti dei popolosi quartieri di Librino e San Giorgio, hanno bisogno.

L'appello arriva dalle segreterie di Cgil e UIL e dalle sigle degli edili , Fillea e Feneal che in una nota ufficiale sottolineano "la necessità del completamento, in tempi rapidi, dei lavori per la consegna dell'Ospedale San Marco di Librino che rappresenta per l'intera Città la battaglia delle battaglie. Non è possibile immaginare alcuna battuta d'arresto, specialmente adesso che i lavori sono quasi finiti e manca pochissimo al traguardo.

Viceversa, se i lavori per il completamento dovessero rallentare, la consegna rischia lo slittamento di parecchi anni anche perchè eventuali - e non auspicabili - subentri nella esecuzione dei lavori sarebbero oltremodo problematici se non impossibili".

C'è di più. il completamento dell'opera consentirebbe, a trasferimento ultimato, di potere liberare l'area dell'Ospedale Vittorio Emanuele a nuove ipotesi di riqualificazione del territorio. Stessa cosa varrà per strutture ospedaliere troppo vetuste e poco sicure per i pazienti, come il Ferrarotto, il Santo Bambino e il Santa Marta, che una volta svuotati libererebbero la viabilità del centro e consentirebbero di essere riutilizzati a scopi sociali.

In tal modo si delineerebbe il disegno di una nuova Catania riqualificata nel suo centro storico e al passo con le mutate esigenze dei suoi cittadini.

Chiediamo a tutte le Istituzioni interessate di spendere le energie necessarie a spingere verso l'immediata ripresa delle attività e i vertici delle aziende del bacino Tecnis di considerare in via prioritaria non solo il completamento dell'opera , per cui i maggiori sacrifici sono stati sostenuti dai lavoratori e dai fornitori che li operano e che sono stati tartassati finanziariamente , ma anche le primarie esigenze di tutto il territorio".


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