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Un piano diabolico

Paga killer per uccidere compagno
Un pentito la inchioda dopo 16 anni


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I carabinieri hanno arrestato quattro persone. Tutti i retroscena. VIDEO

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CATANIA - Un pentito ha svelato i retroscena di un macabro omicidio architettato da una donna che avrebbe assoldato un killer per uccidere il compagno, il misterbianchese Santo Giuffrida. Un delitto rimasto nel silenzio per oltre 16 anni, perché all'epoca si pensò a una morte naturale dell'imprenditore. Per la precisione un infarto fulminante. Ma lo scorso anno Luciano Cavallaro, ex componente dei Tuppi di Misterbianco, ha vuotato il sacco e si è autoaccusato dell'efferato delitto. O meglio del tentato omicidio e dell'omicidio avvenuto con un'iniezione letale. Prima avvelenato e poi soffocato.

I Carabinieri hanno arrestato Barbara Bregamo, 43enne, accusata di essere la mandante del tentato omicidio e dell'omicidio del compagno. Siccome mamma di un bimbo di meno di sei anni, per lei il Gip ha disposto gli arresti domiciliari. Carcere invece per Francesco Giuseppe Indorato, accusato del tentato omicidio, Antonio Zuccarello e Alfio Maugeri. Questi ultimi due sarebbero i killer che avrebbero avvelenato e soffocato Giuffrida.

Luciano Cavallaro fa il salto del fosso l'anno scorso e racconta ai carabinieri di essere stato ingaggiato 16 anni fa dalla Bregamo di uccidere Giuffrida. Nel 2001 ci sarebbe stato un primo tentativo: per non sporcarsi direttamente le mani incarica del delitto un suo conoscente, Francesco Indorato, che accoltella Giuffrida mentre si trovava nel suo garage condominiale. Ma l'omicidio fallisce, l'imprenditore resta gravemente ferito. Le indagini purtroppo non portarono a raccogliere abbastanza prove per poter rinviare a giudizio Indorato.  Un anno dopo la moglie chiede nuovamente a Cavallaro di uccidere il compagno e questa volta viene architettato un piano diabolico. Per l'incarico la donna avrebbe sborsato 20 mila euro e gli avrebbe regalato una Bmw. In questo secondo caso Il pentito coinvolge Maugeri e Zuccarello. Cavallaro e i due complici la notte tra il 9 e 10 dicembre 2010 si sarebbero introdotti a casa dell'imprenditore con l'auto della Bregme e dopo aver iniettato il veleno lo avrebbero soffocato. Poi la messinscena della donna addolorata.

L'inchiesta del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e della Pg dell'Arma (che non a caso è stata chiamata Circe) hanno permesso di riscontrare i racconti di Cavallaro. Intercettazioni, perizie medico legali e nuove testimonianze hanno permesso di chiudere il cerchio sul macabro omicidio. Inoltre gli inquirenti pianificano una trappola. Nell'auto di uno degli indagati viene lasciato un foglio: “sacciu comu tu e i to cumpari affucasturu u masculu di l’amica di Luciano 15 anni fa”. Un pizzino che provoca il terrore in uno dei presunti assassini che si sfoga con un amico: “Sedici anni fa abbiamo fatto un omicidio, io ed altri due”. Le cimici lo incastrano.

 


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