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Il processo d'appello

Lupara bianca a Librino
Quattro pentiti incastrano Nizza


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Il narcotrafficante è accusato dell'omicidio di Lorenzo Saitta, ucciso nel 2006. La requisitoria del Pg.

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CATANIA - Un appuntamento con la morte. Lorenzo Saitta sarebbe stato attirato con la scusa di valutare una partita di cocaina sotto i portici di uno dei palazzi di Librino e sarebbe stato ucciso a sangue freddo da Andrea Nizza. Il cadavere poi sarebbe stato caricato in macchina e seppellito tra le sterpaglie della città satellite. Questa in estrema sintesi la ricostruzione del delitto avvenuto nel 2006, quando ancora il trafficante di Librino era giovanissimo, offerta in particolare seguendo le rivelazioni dei collaboratori di giustizia. I verbali e le dichiarazioni di Davide Seminara, Salvatore Cristaudo e Fabrizio Nizza, il fratello di Andrea, sono stati cruciali nel processo di primo grado terminato (stralcio abbreviato) con la condanna a 30 anni dell'ex capo di Librino.

Ai tre collaboratori di giustizia nel processo di appello si è aggiunto un altro pentito, l'ex soldato del gruppo santapaoliano dei Nizza Angelo Bombace. Il collaboratore di giustizia, che è stato esaminato su richiesta del Pg Angelo Busacca dalla Corte d'Assise d'Appello, ha ribadito le accuse nei confronti dell'imputato che avrebbe agito su ordine del fratello Daniele, che sta affrontando il processo ordinario in primo grado. Il caso di lupara bianca sarebbe servito a lanciare un avvertimento al cugino della vittima, l'omonimo dLorenzo Saitta (conosciuto come lo Scheletro) che dal carcere si sarebbe vantato che una fuori, avrebbe “fatto la cinquina”, lasciando intendere che avrebbe ucciso i cinque (dei sei) fratelli Nizza.

Il processo d'appello è arrivato a un punto cruciale. Il pg Angelo Busacca ha discusso la requisitoria evidenziando "l'infondatezza dei ricorsi". Il magistrato ha evidenziato alla Corte come le accuse nei confronti di Andrea Nizza siano blindate le dichiarazioni di Angelo Bombace. Rivelazioni convergenti rispetto a quelle già acquisite nel procedimento di primo grado. Inoltre il Pg ha valorizzato le fonti, soprattutto quelle dei collaboratori di giustizia Fabrizio Nizza, fratello di Andrea Nizza e quelle di Salvatore Cristaudo, fratello degli altri imputati Agatino e Martino Cristaudo, accusati della soppressione del cadavere di Giuseppe Rizzotto. In primo grado i due fratelli Cristaudo, Eros Condorelli e Giovanni Privitera sono stati condannati dal Gup a 6 anni di reclusione.

Busacca, inoltre, ha dedicato una parte della requisitoria sul valore e sull'utilizzabilità (dal punto di vista giuridico e normativo) delle dichiarazioni rese "de relato" (cioè apprese da terze persone) dai collaboratori.

Andrea Nizza ha seguito la requisitoria del pg Angelo Busacca collegato in videoconferenza dal carcere di Opera dove è detenuto al 41 bis. L'udienza che si è svolta a porte aperte si è chiusa con la discussione delle parti civili. Il processo è stato aggiornato al 13 settembre per il turno degli avvocati della difesa.


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