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droga ed estorsioni

Tensioni interne e spaccio di droga
Colpo ai Santapaola di Galermo


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54 arresti, blitz carabinieri, Catania, droga ed estorsioni, Cronaca

Operazione dei Carabinieri. LE FOTO TUTTI I NOMI DEI 53 ARRESTATI 

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CATANIA - Azzerato il gruppo santapaoliano di San Giovanni Galermo. E' scattata questa mattina all'alba l'operazione dei carabinieri Doks (dal nome di un chiosco del quartiere) che ha portato in manette 54 persone. Gli indagati sono accusati di mafia, armi, traffico di stupefacenti, estorsioni e rapina. Le indagini condotte dai militari della Compagnia di Gravina di Catania e coordinata dalla Dda di Catania hanno portato a colpire duramente una delle squadre militari più affidabili di Cosa nostra catanese. Uno dei destinatari della misura risulta irreperibile. "Ma siamo abbastanza tranquilli", afferma il procuratore Carmelo Zuccaro.

L'indagine è lo stralcio dell'inchiesta "Febbre da cavallo", che nel 2015 ha portato in manette 19 persone. I carabinieri monitoravano Vittorio Benito Fiorenza che finisce nel mirino dei fratelli Vincenzo e Arturo Mirenda (finiti in manette nel blitz). Una tensione interna che porta i due "malandrini" ad armarsi di pistola e minacciare la famiglia di Fiorenza. Le cimici portano a scoprire quindi un nuovo scenario criminale che porta a ricostruire le gerarchie mafiose del gruppo santapaoliano di San Giovanni Galermo. I tre fratelli Arturo, Angelo e Vincenzo Mirenda farebbero parte di una squadra, che capeggiati da Alessandro Palermo, si sarebbero occupati dell'acquisto di diverse quantità di droga (il canale di approvvigionamento principale sarebbero stati i trafficanti di Librino) che sarebbero stati destinati a rifornire le piazze di spaccio di San Giovanni Galermo, Villaggio Sant'Agata, Santa Maria di Licodia, Adrano e Pachino, in provincia di Siracusa.

Le intercettazioni inoltre avrebbero permesso di individuare i capi che si sarebbero susseguiti dopo arresti e retate degli ultimi anni. L'indagine infatti copre l'arco temporale che va dal 2014 al 2016. Le figure apicali vengono identificate attraverso il monitoraggio di uno degli indagati, come ad esempio Francesco Lucio Motta che "dopo ogni blitz si metteva a disposizione del nuovo capo del momento", evidenzia il capitano dei carabinieri Della Corte. Vincenzo Gazzetta, "Enzo il biondo", finisce in manette, le redini passano a Salvatore Fiore, detto Turi Ciuri, arrestato nel 2013  nell'operazione Fiori Bianchi. A quel punto il vertice sarebbe finito nella mani di Salvatore Gurreri, "il puffo", storico nome del gruppo del Villaggio, e infine Vincenzo Mirenda, conosciuto come "Enzo Patata".

"Abbiamo sottratto a questo gruppo mafioso il controllo di un intero quartiere", afferma Francesco Gargaro, comandante dei Carabinieri di Catania durante la conferenza stampa. "Non è da sottovalutare l'aspetto delle spese legali che devono affrontare gli arrestati, queste operazioni possono aprire prospettive che portano a collaborazioni o alla scelta di venire fuori dai circuiti criminali", evidenzia il procuratore aggiunto Francesco Puleo, diventato coordinatore del pool di magistrati della Dda che indaga su Cosa nostra.  Il Gruppo di San Giovanni Galermo - è evidenziato nel comunicato stampa diffuso stamattina dai carabinieri - sarebbe quello "tra i più tenuti in considerazione dal capomafia "Nitto" Santapaola". 

Nel corso dell'inchiesta sono stati sequestrati diversi quantitativi di droga e sono state ricostruite le strategie e le dinamiche interne al gruppo criminale. Lo spaccio sarebbe l'attività principale dell'organizzazione criminale che si muoveva sotto l'effige dei "Santapaola". Si contano giri d'affari di 40 mila euro alla settimana. Accertati anche 7 casi di estorsione commessi ai danni di imprenditori e commercianti. "Ci sono anche imprenditori indagati per favoreggiamenti", evidenzia Andrea Bonomo, pm insieme ad Alfio Gabriele Fragalà che ha coordinato l'inchiesta. Tra i reati anche il cavallo di ritorno, i furti e il  recupero crediti (una delle nuove forme di estorsione).

Gli investigatori pongono in evidenza la figura di Salvatore Fiore, uscito fuori dal carcere lo scorso aprile dopo quattro anni. Per gli inquirenti Turi Ciuri nonostante la detenzione sarebbe rimasto un personaggio di spicco all'interno del gruppo criminale. In particolare il suo ruolo di peso si evidenzierebbe quando si doveva scegliere il nuovo reggente tra Arturo e Vincenzo Mirenda, il primo per scalzare il fratello avrebbe cercato l'appoggio di Fiore. A fare da messaggera durante i colloqui sarebbe stata la consorte di Turi Ciuri.

"Dalle intercettazioni abbiamo accertato che uno degli arrestati non esitava a svolgere la sua attività di spaccio e confezionamento della droga in presenza dei figli che non hanno nemmeno 10 anni", ha raccontato il pm Fragalà. "Dalle intercettazioni ambientali è emerso che i minorenni erano pienamente coinvolti e consapevoli dell'attività illecita ed hanno sviluppato modi di fare talmente aggressivi da incutere timore ad atre persone legate allo spaccio molto più anziane", evidenzia ancora il magistrato.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI: Giosuè Michele Aiello (1993), Domenico Buttafuoco (1978), Mario Maurizio Calabretta (1988), Andrea Nicolò Corallo (1982), Mario Diolosà (1975), Salvatore Fiore (1967), Andrea Florio, Giorgio Freni, Francesco Furnò (1988), Vincenzo Gigantini (1967), Armando Giuffrida (1980), Francesco Iuculano (1986), Silvana Leotta (1976), Salvatore Lo Re (1987), Salvatore Mantarro (1965), Angelo Mirenda (1964), Arturo Mirenda (1961), Francesco Lucio Motta (1986), Corin Musumeci (1995), Desiree Musumeci (1989), Domenico Musumeci (1969), Carmelo Palermo (1957), Salvatore Fabio Valentino Palermo (1979), Salvatore Ponzo (1986), Saverio Rampulla (1986), Mario Russo (1973), Antonino Savoca (1990), Corrado Spataro (1983), Damiano Salvatore Squillaci (1993), Nicola Strano (1964).

SOTTOPOSTI AGLI ARRESTI DOMICILIARI: Diego Aiello (1995), Alfredo Bulla (1984), Alessio La Manna (1988), Antonino Giuffrida (1963), Antonino Cosentino (1979), Vincenzo Florio (1977), Vincenzo Mirenda (1973), Alessandro Palermo (1975), Salvatore Caltabiano (1976), Antonino Russo (1979).

GIA’ DETENUTI: Claudio Pietro Antonio Aiello (1986), Daniele Buttafuoco (1988), Claudio Calabretta (1964), Nunzio Caltabiano (1969), Vittorio Benito Fiorenza (1981), Vincenzo Di Mauro (1979), Massimo Vizzini (1973), Mario Guglielmino (1967), Salvatore Gurrieri (1973), Francesco Privitera (1993), Angelo Varoncelli (1970). 

AFFIDAMENTO IN PROVA AI SERVIZI SOCIALI: Andrea Mazzarino (1987) e Antonio Mangano (1977).

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