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Muore dopo aver preso antibiotico
Pm: "Archiviare", il padre si ribella


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Il padre, Domenico Di Bella, chiede giustizia per il figlio Santo, scomparso improvvisamente a 28 anni.

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CATANIA - “Ma è davvero questa la giustizia?”. Domenico Di Bella guarda la foto di suo figlio e scuote la testa incredulo, amareggiato e straziato dal dolore. Tutto si è consumato in poche ore, pochi minuti che hanno cambiato totalmente il corso della sua vita. Suo figlio, Santo, è morto la sera del 21 marzo 2016, dopo aver ingerito un antibiotico prescritto dal medico curante per una faringite. Invece dell’Avalox, ha assunto il cosiddetto “generico” (Moxifloxacina Teva, ndr) che avrebbe causato un malore con sintomi di soffocamento e poi il decesso. “Mio figlio era allergico alla amoxicillina”, dice con il groppo alla gola. “Era ad una cena dai miei nipoti con la fidanzata”, racconta il padre. Appena ha iniziato a sentirsi male ha chiamato il 118. Quindi l’arrivo dell’ambulanza, la corsa al pronto soccorso del Cannizzaro e poi l’ultimo respiro.

“A quel punto ho sporto denuncia ai carabinieri di Picanello ed è stata disposta l’autopsia”, spiega Domenico. Sono passati mesi e mesi. "Nessuno mi dava notizie. Ho anche cambiato avvocato e medico legale. Poi è arrivata la richiesta di archiviazione da parte del pm”, dice. Poche righe, una pagina e mezza che significano per Domenico seppellire nuovamente Santo. La pm Valentina Grosso, nell’istanza presentata al Gip , scrive che “gli accertamenti autoptici hanno escluso che la causa del decesso possa essere riconducibile ad uno shock anafilattico”. I consulenti della Procura "hanno appurato che la causa del decesso è da ricondursi - si legge ancora nella richiesta di archiviazione - ad un blocco cardiaco improvviso in soggetto affetto da vasculite a genesi autoimmune ed interspziopatia fibrosa alveolare”. Per questo la pm chiede al Gip di archiviare il procedimento.

L’avvocato Salvatore Silvestro ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione evidenziando che le “asserzioni del pm appaiono prive di fondamento”. Il primo punto che il legale pone in evidenza è che la diagnosi del decesso dei medici del Pronto Soccorso del Cannizzaro è di “shock anafilattico esitato in arresto cardiaco”. L'ipotesi che viene esclusa dai consulenti dalla Procura. Inoltre l’avvocato Silvestro, allegando all’opposizione la consulenza di parte del medico legale Antonio Buondì, mette a conoscenza il Gip di alcune discrepanze contenute nella Ctu del pm. In particolare c’è una differenza consistente nel peso del cuore rispetto a quanto definito nell’esame autoptico e in quello effettuato dall’anatomo patologo: da quasi 600 grammi a poco meno di 300 grammi. “Una discrepanza inconciliabile” secondo l’avvocato Silvestro (supportata anche dalle osservazioni del medico legale di parte) che chiede al Gip di “ordinare la prosecuzione delle indagini preliminari” e in particolare “chiede che venga indicata al Pm di svolgere un’indagine suppletiva al fine di identificare le cause del decesso del signor Santo Di Bella”. Ora spetta al Giudice per le Indagini Preliminari prendere una decisione.

Ma intanto Domenico si chiede con amarezza: “Ma se fosse stato figlio di una persona importante sarebbe andata così?”.


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