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Guardia Costiera

Mare Sicuro 2017
presentata l’operazione


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guardia costiera, mare 2017, Cronaca

Durante la stagione estiva, marinai e operatori di soccorso della Croce Rossa pattuglieranno costantemente le acque catanesi. GUARDA IL VIDEO

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CATANIA - Saranno in 150, tra marinai e graduati, gli operatori della Guardia Costiera impegnati in compiti di controllo, prevenzione e tutela delle acque catanesi. “Mare Sicuro 2017” è il nome dell’operazione che si svolgerà per tutta l’estate. “Un apparato complesso, che ogni anno vede coinvolto tutto il Corpo , per la salvaguardia della vita umana in mare, per la sicurezza dei bagnanti e della navigazione ”, ha oggi illustrato il Sottotenente di Vascello Isabella De Luca. Una sessione addestrativa si è potuta osservare poche settimane fa nelle acque di Cannizzaro: qui è stata simulata l’avaria di un’imbarcazione, con successivo recupero dei naufraghi.

Anche quest’anno a bordo delle motovedette si troveranno gli operatori OPSA della Croce Rossa Italiana, volontari civili addestrati al pronto intervento in acqua. “E’ una collaborazione utile: ogni ente mette le proprie competenze a disposizione. I volontari collaboreranno nei giorni festivi”, ha spiegato il Comandante di Corvetta Fabrizio Colombo, “mentre nei feriali ci saranno nostri militi addestrati a primo soccorso e uso del BLSD (defibrillatore semiautomatico, n.d.r.)”. Ma è soprattutto alla prevenzione degli incidenti che si vuol puntare: pochi scarni accorgimenti possono fare la differenza. “Basta usare un po’ di buon senso”, ha proseguito Colombo: “Spesso è soprattutto una questione culturale, che passa dalla scuola o dalla famiglia: se un bambino vede buttarsi dagli scogli il fratello più grande o il padre, sarà indotto a farlo lui stesso, esponendosi ad un rischio che non vale la pena correre”.

Esempio apparentemente banale, ma capace di spiegare dinamiche che conducono all’illegalità: “Io mi occupo anche dei controlli”, ha proseguito Colombo, “se c’è chi compra il neonato o il pesce sotto misura da pescatori abusivi, ci sarà anche qualcuno che lo andrà a pescare”. Ma possono alcuni pescatori di frodo rappresentare, per il fondo marino, un danno peggiore del passaggio d’una rete a strascico? Sembra di si: “Un bracconiere che raccoglie 10 kg di neonato fa molto più danno”, ci viene detto. “Noi interveniamo giorno e notte a reprimere questo tipo di pesca, con multe e sequestri”. Il versante subacqueo non ha riguardato solo la pesca di frodo, ma anche un’altra problematica talvolta sottovalutata. “In queste acque l’esplosivo è dappertutto”, ci ha detto il Capitano di Fregata Salvatore Cilona: “In questi casi interviene da Augusta il nucleo SDAI (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi), di recente è stato condotto nei pressi di Piazza Europa”.

Un altro, ancora nello specchio antistante Cannizzaro, sarebbe prossimo. Ai subacquei è stato peraltro rinnovato il suggerimento di non immergersi da soli, auspicando che le scuole d’immersione possano essere tra i veicoli per quella cultura di sicurezza e legalità che mostra invece più di una falla. Ma può lo stesso Corpo delle capitanerie di porto avere un ruolo in quest’operazione culturale? I tentativi, anche fruttuosi esistono: progetti di alternanza scuola-lavoro per alunni delle scuole superiori, e “Campi Giovani” per studenti dai 14 ai 22 anni, preposti a conoscere le attività di Marina Militare, Guardia Costiera e Croce Rossa in un’ottica di solidarietà sociale e tutela ambientale.


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