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ELEZIONI 2017

Amministrative, primarie, Comune
Tutti i crucci del centrodestra


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Catania, centrodestra, diventerà bellissima, Nello Musumeci, raffaele stancanelli, sicilia, Politica

L'ex sindaco etneo, sostenitore di Diventerà Bellissima, interviene sullo stato di salute della coalizione che dovrebbe sfidare Pd e 5 Stelle.

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CATANIA - Se Atene piange, Sparta non ride. Le primarie del Pd, le spaccature del grande partito di centrosinistra e la rielezione del segretario Renzi hanno lasciato in penombra, per un attimo, il centrodestra e le spaccature che, dopo anni di latitanza, i componenti stanno cercando di comporre. Anzi, starebbero. Restano infatti profonde divisioni nella coalizione che dovrebbe contrastare i democratici come anche il Movimento 5 Stelle. Alle prossime amministrative di giugno come in vista della corsa alla poltrona di presidente della Regione. Raffaele Stancanelli, ex sindaco di Catania che ha aderito al progetto di Nello Musumeci, diventerà bellissima e rappresenta uno dei maggiori sostenitori dell’ex presidente della Provincia di Catania, ne è certo, occorre essere uniti, ma non fare “marmellate”. Definisce così le alleanze strette in alcuni Comuni alle prossime amministrative. “Il centrodestra diviso è diviso – afferma - è frutto di anni in cui non c’è stato alcun collante. Ognuno va per conto proprio. In alcuni dei Comuni dove si vota ci sono uomini che si dicono di centrodestra alleati con il centrosinistra. Tutto questo porta gli elettori alla disaffezione che non vedono più dei riferimenti ideali e politici. Non si può parlare di alleanze, alle amministrative: sono soltanto marmellate”.

Divisioni profonde che restano anche a livello regionale, una volta sfumate le primarie, cosa che l’ex sindaco di Catania non attribuisce ai vertici romani. "Non credo che il senatore Gibiino, esponente di primo piano di Forza Italia, che fa parte del comitato di presidenza nazionale, si sarebbe presentato alle primarie se avesse saputo di andare contro il partito. La verità è un’altra – spiega Stancanelli: il giorno 27 marzo, ultimo utile per presentare le candidature, arriva un comunicato di Gianfranco Micciché e di Saverio Romano – che avevano partecipato alle riunioni, che avevano collaborato e spinto per le primarie – in cui dicevano di non voler partecipare. Non hanno voluto le primarie. A questo punto non so in futuro quale tavolo si dovrebbe riunire. E per decidere cosa, poi?

La porta resta aperta, ma il progetto di Diventerà Bellissima andrà comunque avanti. Gli ex candidati Attaguile, Armao, Gibiino sosterranno Musumeci. “Per le regionali c’è stato un notevole passo avanti – continua l’avvocato - che è un fatto politico: i quattro candidati alle primarie hanno assieme stabilito, dato che credevano e credono nel progetto, di continuare assieme questo percorso politico. Hanno fatto un documento, si sono coalizzati. In tre hanno fatto un passo indietro per Nello Musumeci candidato alla Regione. Noi non vogliamo chiudere a nessuno – prosegue - e mi auguro che, nel corso delle prossime settimane, qualcuno capisca che per vincere bisogna essere uniti, e per essere uniti non si possono fare imposizioni. E non si assuma la responsabilità che si è assunto cinque anni fa quando, per la rottura del centrodestra, vinse Crocetta, il peggiore governo che si possa immaginare”.

Senza fare, però, quelle che chiama “ammucchiate”, pur di battere il Movimento 5 Stelle. “Non credo che, come sostiene qualcuno, per battere i Cinque stelle occorra una grande coalizione – sottolinea. Se questa è la strada, è chiaro che noi non ci saremo mai. Perché per battere il Movimento 5 Stelle si devono portare soluzioni ai cittadini. Non si può essere contro a prescindere e fare una marmellata. I grillini non si battono con le ammucchiate”.

L’unico fronte dove il centrodestra non sembra poi così diviso è quello catanese: qui, da qualche tempo, qualcosa si muove, seppur in sordina. “Per quanto riguarda la prospettiva, mi auguro che dopo le elezioni regionali ci sia un movimento di opinione che faccia capire che la città ha bisogno di avere una chiarezza nell'amministrazione – afferma Stancanelli. Anche a Catania non si capisce chi era nel centrodestra, chi nel centrosinistra. Anche qui si è creato qualcosa che rafforza l’antipolitca”. Eppure, proprio in città, sta prendendo corpo un’esperienza civico-politica, nella quale sembra stiano convergendo alcune realtà, tra cui quelle rappresentate da due suoi ex avversari, Maurizio Caserta e Matteo Iannitti, insieme ad associazioni ed esponenti del Consiglio comunale. Il centrodestra dialogherà con questo soggetto? “Io, da sempre, penso che in una città come Catania, dove c’è carenza di politica, un dialogo tra chi ci crede, chi ha spirito civico, ci debba essere sempre. Anche la mia era un’esperienza civica, non riuscita, perché se fosse riuscita sarei io ora il sindaco. Certo, una cosa è il dialogo, una cosa sono i fatti concreti, in ogni caso – conclude - va fatto un grande lavoro per Catania, per costruire e io guardo con simpatia tutti quelli che si spendono per la città”.

 


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