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amministrative 2017

Pd, spaccature post primarie
Alleanze trasversali in provincia


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Ex articolisti, piddiini di area Cgil, berlusconiani, ex autonomisti: le larghe intese nei comuni chiamati alle urne il prossimo 11 giungo.

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CATANIA - Alleanze particolari in provincia per le prossime amministrative. Archiviate le primarie, che hanno comunque evidenziato come il Partito democratico sia e resti diviso, e incoronati i nuovi esponenti del partito che hanno staccato il ticket per il Congresso Pd  resta evidente come alle falde dell’Etna, ma più in generale nell’Isola, l’universo democratico resti frastagliato.

Come si evince dalle coalizioni in campo alle prossime amministrative che vedono, in molti Comuni, gli esponenti dem, senza simbolo, appoggiare candidati sostenuti anche dal centrodestra. Ex articolisti, piddiini di area Cgil: in molti dei maggiori enti chiamati alle urne il prossimo 11 giungo le liste a sostegno dei candidati sindaco sembrano andare oltre le larghe intese possibili di cui ha parlato Matteo Renzi in occasione del confronto con i rappresentanti delle altre mozioni.

Succede così che in un Comune come Sant’Agata Li Battiati, il sostegno al candidato “civico” Marco Rubino arrivi in modo trasversale: Articolo 4, Forza Italia e l’area Cgil del Pd (come l’onorevole Concetta Raia) e quella Dem, con Anthony Barbagallo appoggiano tutti insieme colui che, cinque anni fa, fu sconfitto per un soffio. Niente simboli, ma una larga coalizione per mettere fine all’epoca Galati, con il candidato della continutà, Otello Floresta.

Alleanze davvero trasversali che si ritrovano anche a Paternò. Qui, a sostenere il candidato Anthony Distefano, ci sono Forza Italia, in campo con il proprio simbolo, e la lista Paternò 2.0 riconducibile al deputato Pd Luca Sammartino; ma il giornalista ha incassato anche l’appoggio di un’altra democratica, Concetta Raia. Tutto questo, quando il Pd, e il suo simbolo, saranno a disposizione, invece, pare, della ricandidatura di Mauro Mangano, il sindaco uscente. E quando alcuni esponenti dell’area dem o di maggioranze vicine al Partito democratico, con volontà di candidatura regionale, appoggiano invece Nino Naso, come nel caso dell'assessore regionale Anthony Barbagallo, del consigliere comunale etneo Alessandro Porto e di Sicilia futura.

Anomalie democratiche sembrano registrarsi anche a Nicolosi, dove corre per la poltrona di sindaco l’attuale presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia, vicina al presidente della Regione, Rosario Crocetta, contro Antonio Rizzo, ex consigliere provinciale del Pd. E a Misterbianco dove, dopo lotte intestine e guerra contro l'attuale amministrazione comunale, sembra che il Pd si sia compattato tutto intorno alla nuova, ennesima, candidatura di Nino Di Guardo. Sostenuto pare, tra l'altro, dall'ex governatore Raffaele Lombardo.

Compresa Sicilia futura: l’area che fa riferimento al deputato regionale Nicola D’Agostino, sempre più vicina al Partito democratico, pur non essendo entrata a farne parte, sostiene con una lista Di Guardo, dopo averlo contestato aspramente in questi anni. Insomma, nonostante le primarie e il congresso, che oggi eleggerà il nuovo segretario, la compagine democratica nella provincia etnea sembra ancora frastagliata, divisa. Impegnata in una dimostrazione di forza, magari in vista delle prossime alleanze per le regionali.

Nonostante tutti gridino all’unità. Lo ha fatto Luca Sammartino, capolista a Catania per la mozione Renzi. “Nel collegio di Catania abbiamo dimostrato che siamo in grado di coinvolgere la gente – ha affermato il giorno dopo le primarie. La festa Democratica delle primarie ha evidenziato che il Partito è forte è che ha sempre più una connotazione territoriale – ha aggiunto – e il risultato di renza e Catania dimostra come la politica fatta quotidianamente tra la gente permetta di superare l'antipolitica e costruire un dialogo duraturo. Auspico che si lavori tutti insieme per un progetto pluriculturale – ha sottolineato – e auspico un'interlocuzione con tutti per un grande partito anche a Catania. Anche i catanesi si sentono l'esigenza di un partito che superi le differenze e si è capace di offrire una speranza di crescita”.

Un augurio condiviso dal capolista della mozione Emiliano in città, Giovanni D’Avola che, però, tiene un po’ le distanze. “Per il futuro vedremo quale sarà l’evoluzione negli equilibri che si raggiungeranno- ha detto. L'obiettivo non è certamente la guerra interna – ha aggiunto - ma rafforzare il partito ognuno con le proprie specificità mantenendo la propria autonomia”.

 


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