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CALTAGIRONE

Svolta sulla scomparsa di Simona
Inchiesta chiusa: un indagato


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Un giallo lungo due decenni.

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CALTAGIRONE - L'inchiesta sulla scomparsa di Simona Floridia arriva a un punto cruciale. Si sono ufficialmente concluse le indagini preliminari dopo la riapertura del caso che era stato archiviato per mancanza di prove. E' uno solo il nome iscritto nel registro degli indagati, secondo fonti confidenziali: quello di Andrea Bellia. Sul caso “Simona Floridia” scomparsa nel nulla da Caltagirone la sera del 16 settembre 1992, si erano addensate le nubi persino di una setta, di maghi e santoni. Molte le occasioni in cui soggetti diversi hanno volutamente o meno sottratto dalla verità dei fatti l’attenzione degli inquirenti. Ad iniziare da alcuni amici che avevano infatti dichiarato agli investigatori di averla vista con un amico, in giro su di un motorino, altri invece giurarono che Simona giorni dopo la scomparsa fosse stata vista in giro per la città a bordo di una misteriosa Volkswagen Polo Blu. Poi l’intromissione degli adepti di una setta, le strane frequentazioni di Simona con una cartomante e la sciagurata ipotesi presa in considerazione nelle prime settimane dalla sua scomparsa, che quello di Simona fosse stato un allontanamento volontario.

La certezza che qualcuno volesse depistare le indagini arrivò quando, una sera, la nota trasmissione “Chi l’ha Visto” trattò il caso Floridia. Nel corso della puntata al centralino del programma giunse una telefonata, dall’altro capo del telefono, una donna con accento inequivocabilmente calatino chiedeva aiuto fingendo di essere Simona. Sciacallaggio? Forse ma sino ad un certo punto. Forse l’intento era quello di far credere che Simona fosse ancora viva. A smentire che quella voce fosse di Simona fu la madre in collegamento televisivo che escluse categoricamente che quelle frasi strozzate e d’effetto, potessero essere state pronunciate dalla figlia. Scrivemmo già nel 2014 come una parte delle intercettazioni era stata forse non adeguatamente analizzata. In quell’anno infatti, dopo la riapertura delle indagini si scoprì che il fidanzatino dell’epoca di Simona Floridia dichiarò che un suo amico, l’Andrea Bellia che oggi risulta iscritto nel registro degli indagati, avrebbe, a seguito di un incidente stradale mosso presumibilmente dalla paura e dal rimorso, confessato dalla barella del pronto soccorso, dove si trovava in sua compagnia, che sarebbe stato lui a far “scomparire” Simona Floridia.

Circostanza questa che destò clamore nell’opinione pubblica e che diede una forte accelerazione alle indagini, che si spinsero sino ad alcuni rilievi in una zona di periferia della città dove insiste una modesta boscaglia e nella quale si attendono ancora ulteriori e più complessi rilievi per determinare, forse, il luogo dove potrebbe essere stato occultato il corpo di Simona. Contattata telefonicamente la famiglia per il tramite dell’avvocato criminologo Giuseppe Fiorito, che ha permesso la riapertura delle indagini, nel sottolineare che loro stessi stanno apprendendo in questi minuti, la notizia tramite il nostro giornale, pur preferendo non rilasciare alcuna dichiarazione al momento, si riservano di contattarci nelle prossime settimane, quando anche per loro sarà più chiara la situazione complessiva. A questo punto si prospetta, come probabile, l’inizio di un processo con un unico indagato, si attende quindi la probabile fissazione dell’udienza per valutare il rinvio a giudizio da parte del Gip. In questa fase si comprenderanno meglio le intenzioni della difesa e gli intenti della magistratura. Si tratterebbe del processo più atteso a Caltagirone per uno dei casi di scomparsa più noti a livello internazionale.


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