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Radicepura Garden Festival


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Fondazione Radicepura, giarre, Radicepura Garden Festival, Cronaca

“Essenza Mediterranea” è il tema che ha accompagnerà i visitatori del festival fino al 21 ottobre 2017.

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CATANIA – E' stato inaugurato ieri il Radicepura Garden Festival, il primo evento internazionale dedicato al garden design e all’architettura del paesaggio del Mediterraneo promosso dalla Fondazione Radicepura e coordinato dal direttore artistico Pablo Georgieff.  All’inaugurazione sono intervenuti– oltre a Venerando e Mario Faro rispettivamente presidente e vice della Fondazione Radicepura – il vescovo di Acireale monsignor Antonino Raspanti, il sottosegretario di Stato alle Politiche agricole e forestali del Mipaaf Giuseppe Castiglione, l’assessore regionale al Turismo Anthony Emanuele Barbagallo, il sindaco della Città metropolitana di Catania Enzo Bianco, il sindaco di Giarre Angelo D’Anna e il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo.

“Essenza Mediterranea” è il tema che ha accompagnerà i visitatori del festival che fino al 21 ottobre 2017 avranno la possibilità di scoprire i quattordici giardini realizzati grazie all’opera di quattro garden designer di fama internazionale e da giovani paesaggisti selezionati con un bando internazionale, realizzati appositamente con le piante più originali coltivate da Piante Faro, che raccoglie 800 specie e oltre 5000 varietà. Un paesaggio che farà da cornice all’arte, alla musica, al cinema, alla didattica e all’informazione che vedrà protagonista il mondo della cultura, della botanica, dell’architettura, della fotografia, e dell’enogastronomia.

I GIARDINI

Partecipano a questa prima edizione garden designer di fama internazionale che realizzeranno per il festival giardini site-specific di circa 150 metri quadrati ciascuno.

Il paesaggista francese Michel Péna guiderà i visitatori in un Jardin Parfumé, Tour d’y Voir, un giardino verticale per un’esperienza tra luce e vegetazione. Evaporazione mediterranea è il giardino dell’italiano Stefano Passerotti, che riflette sull’attuale situazione del Mare Nostrum, utilizzando la metafora del tronco d’albero adagiato sull’acqua. È un invito alla fratellanza il progetto della designer arabo – londinese Kamelia Bin Zaal, intitolato Amity e ispirato alla convivialità dei cortili arabi, spazi aperti in cui condividere il piacere di stare insieme. Il paesaggista inglese James Basson ricrea con Arethusa and Alpheus un collegamento ideale tra Sicilia e Grecia, attraverso il mito di Alfeo e Aretusa che unisce simbolicamente i due paesi attraverso la storia del dio Alfeo, figlio del dio Oceano e personificazione del più grande fiume del Peloponneso, e della ninfa Aretusa, fonte a Siracusa.

Altri sei giardini, di dimensioni più piccole, variabili tra i 30 e i 50 metri quadrati, saranno realizzati da giovani paesaggisti selezionati tramite un bando internazionale. La call ha registrato un’importante partecipazione, con oltre 200 domande provenienti da 10 paesi diversi. La giura, presieduta dalla paesaggista inglese Sarah Eberle ha selezionato i sei partecipanti, paesaggisti under 35 provenienti da Spagna, Turchia, Italia, Francia e Uruguay.

Identità Mediterranea, ideato da un gruppo di studenti del corso di Laurea in Verde Ornamentale e Tutela del Paesaggio dell’Università di Bologna, pone l’accento sul ruolo del Mediterraneo come crogiuolo di culture, attraverso l’uso di una grande varietà di piante; gli studenti turchi provenienti dalle Università di Istanbul e di Antiochia presentano il giardino galleria Passage to Mediterranean mentre Claudia Amias e Joan Battledella Escula Tecnica Superior de Arquitectura di Barcellona puntano l’attenzione sul tema della riforestazione nelle zone aride con il giardino Through Vegetation. La Sicilia è la protagonista del progetto Hortus Salis di Alejandro O’Neill, un omaggio alle saline nate dall’evaporazione del mare nella zona di Trapani e Marsala, e di Re-Live degli spagnoli Carmen Guerrero Mostazo e Andrea Graña, sul tema dei terremoti siciliani e della possibilità di rinascita. S’ispira, invece, alla mantiglia, lo scialle di pizzo usato dalle donne nelle cerimonie, il Jardin de Mantille della francese Maia Agor, attraverso giochi di luci e ombre.

Oltre ai dieci giardini, Radicepura ospita per tutta la durata del festival quattro particolari installazioni vegetali. Grazie all’Institut du monde arabe di Parigi, arriva a Giarre l’Anamorfosi, una creazione artistica-botanica realizzata da François Abélanet per la mostra Jardins d’Orient, una sorprendente scultura composta da segmenti di piante con misure differenti. In collaborazione con Flormart, l’Università degli Studi e l’Orto Botanico di Padova, fa tappa al festival il Giardino Italia, una sagoma dello stivale allestita con le piante che rappresentano la biodiversità italiana, mentre il Giardino della Dieta Mediterranea, ideato dallo studio Coloco, riunisce varietà di prodotti della terra che caratterizzano il patrimonio della dieta mediterranea. Omaggio alla Sicilia e al rapporto tra l’Etna e il mare, La Macchia di Donatello Chirico è uno spazio attrattivo – ricreativo, dove, grazie a un’installazione di action painting, ogni visitatore avrà la possibilità di dipingere la propria macchia indelebile su una tela.

Il parco botanico di Radicepura ospiterà, inoltre, interventi artistici e mostre: i due artisti siciliani Emilio Isgrò e Alfio Bonanno realizzeranno opere e allestimenti site specific per il festival; la Galleria Collicaligreggi curerà un programma di residenze d’artista e una mostra fotografica dal titolo Herbarium al palazzo nobiliare all’interno del parco.

 


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