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Amt, dura nota di Codici
"Preoccupano sintomi di dissesto"


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amt, Catania, codici, Manfredi Zammataro, Cronaca

“La situazione è ormai diventata insostenibile” ha dichiarato il presidente Manfredi Zammataro".

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CATANIA - La situazione precaria in cui versa l’Azienda Municipale Trasporti sembra aggravarsi sempre più: la recentissima notizia delle dimissioni di Domenico Drago, dirigente da poco insediatosi al Consiglio d’amministrazione dell’azienda, ha generato ulteriori nubi sulla situazione dell’Amt. Una crisi che ha iniziato a palesarsi agli occhi di tutti, cittadini e utenti che usufruiscono del servizio di trasporto, già dall’anno scorso: i clamorosi ritardi degli autobus, mezzi guasti che non potevano essere riparati o sostituti, diminuzione drastica delle vetture con conseguenti disagi per chi – per recarsi a scuola, all’università, al lavoro, o semplicemente per raggiungere le zone più centrali dalle periferie – usufruiva del servizio pagando regolari biglietti e abbonamenti, sono stati specialmente nel corso dell’ultimo anno alcuni dei sintomi di una situazione di evidente dissesto dell’azienda.

L’utenza da tempo ormai è costretta a patire i disagi causati da questa situazione: le lamentele e le segnalazioni di chi quotidianamente prende i mezzi pubblici per muoversi dalla periferia o all’interno della città si sono vistosamente moltiplicate nel corso dell’ultimo anno; vi è chi lamenta di essere costretto ad ore di attesa (dovute alla diminuzione delle vetture o alla soppressione delle linee), presso fermate spesso fatiscenti o poco segnalate; chi segnala invece l’eccessivo carico dei mezzi (e la pericolosità di viaggiare all’interno di un mezzo in cui la mole di persone trasportate rende difficile mantenere gli standard di sicurezza richiesti) che, come ci si può attendere visti i ritardi, raccolgono una quantità di gente che nel corso della giornata si è raccolta presso le fermate aspettando l’arrivo dell’autobus; chi ancora ha lamentato la frequenza con cui le vetture si guastano, lasciando sovente i passeggeri in zone poco collegate dalle varie linee, in attesa che l’azienda mandi una vettura sostitutiva.

L’idea tanto auspicata di lasciare a casa l’auto per spostarsi in città con i mezzi pubblici, attuando in questo modo un piano di circolazione sostenibile sia sul piano economico che sul piano ambientale, è certamente di difficile realizzazione con premesse del genere: tanti sono infatti i catanesi che, a fronte di ore di attesa e accumuli di ritardi, preferisce scendere in centro con i propri mezzi, auto o moto che siano, con gravi conseguenze sul traffico già congestionato della città che, per questa ragione si è guadagnata un posto abbastanza alto nella classifica delle città più invivibili. Per chi, in particolare, fa il pendolare tra la periferia e il centro città, la situazione non è certamente sostenibile, e questa situazione di disagio dura da un po’, sebbene i vari tentativi di riprendere la situazione di dissesto finanziario siano stati molteplici mostrando in ogni caso con scarsi risultati.

“La situazione è ormai diventata insostenibile” ha dichiarato l’Avv. Manfredi Zammataro, presidente di CODICI – Centro per i diritti del cittadino – Sicilia “Da tempo riceviamo continue segnalazioni da parte dei cittadini, sempre più esasperati dalla difficoltà, se non impossibilità, di muoversi all’interno dello spazio urbano attraverso i mezzi pubblici anche, e soprattutto, per necessità quotidiane quali recarsi a scuola o al lavoro nel qual caso i ritardi delle vetture vanno ad incidere ancor più pesantemente con conseguenze sul rendimento (scolastico o lavorativo che sia) del singolo. Chiediamo pertanto l’istituzione di un tavolo tecnico finalizzato a trovare una soluzione valida ai fini della ripresa dell’Azienda Municipale Trasporti, incaricata di erogare un servizio fondamentale per l’utente-consumatore che, se svolto come dovrebbe, comporterebbe per la città una serie di benefici quali traffico più snello, minori livelli di inquinamento, risparmi in termini economici, ecc. Il tracollo finanziario dell’azienda ha comportato conseguenze importanti che sono andate a gravare direttamente sui cittadini e non si può procrastinare oltre: una situazione che non può più essere sottovalutata e che va affrontata ponendosi innanzi lo scopo di trovare una soluzione efficace che abbia sempre innanzi il fine ultimo di fornire un servizio a misura del cittadino e delle sue esigenze quotidiane.”

 


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