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Il punto su Aci Catena

Le incognite Maesano e Gettonopoli
sulle prossime amministrative


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Tutti gli uomini in campo.

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Aci Catena – Una città al voto. Una comunità ferita. Un consesso che deve ridisegnare se stesso dopo le note vicende giudiziarie dell’ultimo anno: con l’ex sindaco Ascenzio Maesano in manette per corruzione, l’ammutinamento anticipato del consiglio comunale e gli strascichi del caso Gettonopoli. Il quadro elettorale, tuttavia, è ancora tutto da disegnare e la griglia di partenza ancora tutta da decidere. Quando manca meno di un mese alla consegna delle candidature, sono pochi i punti fermi e tante le incognite in campo.

Il musumeciano Nello Oliveri ci riprova, è ufficiale. La voglia è di riannodare il filo con la storia recente e riconnettersi alla stagione 1995-99, quando fu eletto sindaco per Alleanza Nazionale dopo i due anni di commissariamento comunale a seguito della clamorosa defenestrazione di Raffaele “Pippo” Nicotra a firma della Prefettura, avvenuta perché l'allora primo cittadino si oppose al decreto che vietava le esequie a un esponente del clan Santapaola. Il motto è “Riscattiamo la nostra città”. Per Oliveri sono quattro liste in campo e non si esclude che se ne possa aggiungere una quinta di qui a breve: tutte civiche ma con una vaga tinteggiatura blu An. I due cartelli principali sono Con Oliveri per la Città e Orgoglio Catenoto. Agata Maiorca è invece la madrina di #LiberaAcicatena; mentre Angelo Russo tiene a battesimo Uniti per la Città.

L’altro punto fermo è la presenza dei Cinque Stelle. È Bartolomeo Tagliavia il candidato sindaco che dovrà soddisfare quella richiesta di legalità e trasparenza che Aci Catena attende. Tant’è che tra i candidati al consiglio fa capolino anche Mario Ravidà, per anni uomo a servizio della Direzione investigativa antimafia e autore del saggio-testimonianza Carne da Macello. Dalla parte grillina c’è la voglia di passare all’incasso. Non fosse altro che il terremoto Gettonopoli parte dalla loro denuncia.

Sul versante sinistro dello scacchiere, Basilio Orfila di Aci Catena Bene Comune – come ha affermato al nostro giornale – sta lavorando alla propria candidatura a sindaco. Una cucitura che si accompagna alla richiesta pubblica di un cambio di passo radicale in città. Ecco il suo augurio: “Mi piacerebbe che ci fosse un nuovo inizio, oggi o dopo il voto, fatto di persone che dopo tutto si riscoprono simili nel loro vivere quieto e civile, simili nella capacità di sognare insieme un futuro migliore con la voglia di metterci il proprio impegno, la propria umanità”.

Zona centro-centrosinistra. Aci Catena resta pur sempre il fortino del dagostinismo. Nel 2012, delle oltre 13 mila preferenze raccolte in provincia, 1100 furono nella sola città del limone verdello. Quelli erano gli anni in cui Nicola D’Agostino era uno dei delfini dell’Mpa, quasi un’era fa. A metà marzo scorso, il leader etneo di Sicilia Futura ha lanciato a tutte le forze “governative” una proposta d’intesa che passasse dalle primarie e da un programma light: risanamento del bilancio, garanzia dei servizi e sviluppo del territorio attraverso i fondi europei. Una proposta caduta nel vuoto, ma non completamente. Come a Misterbianco, Sf scenderà in campo col proprio simbolo e due civiche di supporto. E sebbene D’Agostino guardi con favore al nome di Pippo Sciacca, già presidente del consiglio comunale, ogni riserva sarà sciolta in funzione dei confini della possibile coalizione.

Coalizione che potrebbe vedere come partner naturale l’articolista e deputato regionale del Pd Pippo Nicotra, che con 1270 voti nella sola Aci Catena alle scorse Regionali, è l’altro ras del paese. Da quanto risulta, sarebbe pronto a lanciare la candidatura di quello che fino a cinque anni fa gli fu vicesindaco, Francesco Petralia. Un’opzione che varrebbe quale rivincita per la sconfitta al ballottaggio del 2012.

Centro-centrodestra: l’ex area Maesano, per intenderci. Anche qui è ancora tutto da definire. I rumors danno come più che probabile la discesa in campo Giovanni Pulvirenti, a capo di un grappolo di liste. A contendergli la candidatura potrebbe esserci Salvatore Finocchiaro, già presidente del consiglio comunale dal 2012 al 2015.

 


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