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MAFIA

Clan Cappello, catturato Bonaccorsi
Arrestato mentre faceva il barbecue


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Catania, catania polizia catania, Polizia Catania, Cronaca

Concetto Bonaccorsi si nascondeva in una villetta in Toscana. I dettagli della cattura della Squadra Mobile che ha assestato un colpo ai "Carateddi"

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CATANIA - Stava preparando un barbecue per pranzare con la moglie, ma invece di un succulento “arrusti e mangia” Concetto Bonaccorsi, 56 anni, ha dovuto ingoiare il rospo delle manette. Il boss del clan Cappello, latitante da fine settembre, è stato catturato ieri nel primo pomeriggio dalla Squadra Mobile in una villetta nelle campagne toscane di Montecatini. Precisamente nella frazione Traversagna del comune pistoiese di Massa e Cozzile (IL VIDEO). Tre giorni di appostamenti, osservazioni e pedinamenti degli investigatori della sezione “Catturandi” della Squadra Mobile che ieri mattina prima hanno avvistato la consorte e poi il boss dei Cappello.

L’indagine della Squadra Mobile è scattata a fine settembre quando Concetto Bonaccorsi dopo un permesso premio di tre giorni (dal 23 al 26 del mese) concessi dai vertici del carcere di Secondigliano a Napoli che avrebbe dovuto trascorrere nell’opera Don Guastella si è reso irreperibile.

Una latitanza su cui i poliziotti guidati da Antonio Salvago hanno lavorato “buttandosi a capofitto per catturarlo nel più breve tempo possibile”, come ha sottolineato lo stesso dirigente della Squadra Mobile, oggi in conferenza stampa.  La preoccupazione maggiore era che Concetto Carateddu, personaggio di spicco della cosca Cappello Bonaccorsi, potesse cercare di ricompattare le file del clan disarticolato dai blitz Penelope e Wink degli ultimi mesi. Sette mesi di latitanza con alcune visite a Catania, molto brevi e sporadiche che sono state accertate dai poliziotti. Ad un certo punto l’inchiesta serrata porta alla città termale di Montecatini. E lì si concentrano le ricerche. “Solo tre giorni fa abbiamo avuto la certezza che Bonaccorsi avesse trovato lì il suo covo e precisamente nella piccola frazione pistoiese. E abbiamo molti elementi per pensare che fosse in Toscana già da settembre”, spiega Antonio Salvago.

“Come avete fatto a trovarmi in questo posto sperduto tra le campagne toscane?”. Queste le parole con cui il boss, che deve espiare una condanna all’ergastolo emessa dal Corte d’Appello di Milano, avrebbe accolto i poliziotti della Squadra Mobile. Bonaccorsi non ha opposto alcuna resistenza e davanti agli occhi della moglie è stato ammanettato e accompagnato in Questura. Al termine delle rituali formalità è stato condotto al carcere di Prato.

I poliziotti hanno perquisito palmo a palmo il covo del latitante. Sono state rinvenute e sequestrate una carta d’identità e una patente di un catanese residente in via Duca D’Aosta a Catania. Nei documenti era stata inserita la foto del boss che nella zona di San Berillo Nuovo ha anche un’abitazione.

Concetto Bonaccorsi (insieme al fratello Ignazio) è lo storico capo bastone della famiglia “Carateddi”, braccio armato del clan Cappello - Bonaccorsi, che ha base operativa nel "passareddu" di San Cristoforo, nel quadrilatero attorno via Poulet. Una "testa calda" del crimine catanese: nel suo curriculum criminale annovera precedenti per mafia, omicidi, distruzione di cadaveri, droga, armi e rapine. Uno dei boss più pericolosi degli ultimi venti anni a Catania.

L’indagine non si è conclusa con la cattura del “Carateddu”: adesso si sta cercando di ricostruire i motivi della sua fuga, anche perché non era la prima volta che Bonaccorsi usufruiva di un permesso premio per la sua condotta in carcere. Forse voleva ricompattare gli affari dei Cappello a Catania e riprendere le redini della cupola dei Cappello-Bonaccorsi. Ma su questo filone l’inchiesta è ancora aperta. “Cerchiamo la prova certa”, chiosa un cauto Salvago.


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